Controllore del servizio rifiuti: sospeso l’incarico affidato a tecnico leccese. Per errore sfuggita la candidatura di un neretino

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Nardò – Comune

Nardò – «Una commedia da teatro dell’assurdo»; così l’opposizione di Palazzo Personè commenta il colpo di scena, per rimanere nel gergo teatrale, circa la decisione della maggioranza di “congelare” la nomina del direttore dell’esecuzione del contratto dei servizi di igiene urbana, avvenuta due settimane fa. Una nomina che ha fatto rumore poiché il candidato prescelto è il 31enne leccese Matteo Centonze, attivista politico di CasaPound e per quel partito candidato sindaco alle amministrative leccesi del 2017. Perché ora il dietrofront del Comune? Per una candidatura erroneamente non compresa tra quelle valutate, la risposta.

Sfuggita la disponibilità di un tecnico locale A spiegarlo sono i consiglieri di minoranza Daniele Piccione, Lorenzo Siciliano, Roberto My, Carlo Falangone, Giancarlo Marinaci e Paola Mita: «Un professionista neretino – spiegano i sei – si è visto escluso dalla valutazione della propria disponibilità a ricoprire quel ruolo poi affidato a Centonze (per 36mila euro in tre anni) e, chiaramente, ha fatto notare questa esclusione rivendicando la valutazione dei propri titoli. Annullato, dunque, forse solo momentaneamente, l’incarico al caposaldo leccese di Casapound. Ma il punto vero è un altro: come può un ufficio pubblico non tenere conto, dunque di fatto scartando, un curriculum regolarmente presentato? E se il professionista – si chiede l’opposizione – non si fosse reso conto di questa esclusione immotivata?». Gli uffici comunali preposti, in una lettera inviata sia al candidato selezionato che a quello escluso, parlano di “candidatura che erroneamente non è stata compresa tra quelle estratte dal Protocollo generale” e pertanto “si riapre il procedimento amministrativo per la nomina”. Disguido e caso chiuso? Tutt’altro, a quanto pare.

Dall’opposizione ora anche Mita «Anche di questo chiederemo conto – aggiungono gli “anti-Mellone” di Palazzo Personè – tramite l’interrogazione consiliare che oggi (12 novembre, ndr) abbiamo depositato per fare luce su questa vicenda, per comprendere quali siano stati i criteri di valutazione che hanno portato a ritenere più idoneo, rispetto agli altri 13 presentati, il curriculum dell’esponente politico leccese Centonze». A balzare all’occhio è la presenza del nome della consigliera comunale di Forza Italia Paola Mita, da qualche giorno non più in maggioranza, nel comunicato firmato dall’opposizione di Palazzo Personè. Su Facebook Mita torna sibillina sulla nomina dell’esponente di CasaPound: «Avevo, da subito, denunciato – scrive la vicepresidente uscente della Provincia – l’inopportunità di quell’aggiudicazione proprio il 30 ottobre (il giorno prima delle elezioni provinciali, ndr). A distanza di pochi giorni ecco che salta fuori un curriculum “erroneamente” non preso in considerazione. La gatta frettolosa per la fretta…».

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All’attacco Liberi e Uguali-Articolo1 «Ancora un episodio di operazioni irregolari, azzardate dalla gestione amministrativa dell’era Mellone – dichiarano la coordinatrice cittadina Alessandra Boccardo e il consigliere comunale Roberto My – e successivamente revocate a seguito di giustificate contestazioni avanzate da cittadini interessati. Non si è ancora del tutto spenta, infatti, l’eco della vicenda di giudizi anomali assegnati alle prove dei partecipanti al concorso per assistenti amministrativi, con l’amministrazione comunale costretta ad annullare quella fase scorretta e a prevederne la ripetizione. È di questi giorni, nuovamente, il tentativo di far passare la nomina, anch’essa basata su comportamenti a dir poco sbagliati, del casapound Matteo Centonze a supervisore-controllore del servizio di nettezza urbana. Anche in questa vicenda l’amministrazione melloniana, attraverso l’apparato comunale, è stata costretta a fare marcia indietro, a seguito della formale contestazione da parte di un avente diritto, revocando di fatto la nomina di Centonze. Avevamo chiesto fra l’altro – proseguono in un altro passaggio – la pubblicazione dell’elenco di chi aveva presentato regolarmente il curriculum per partecipare all’individuazione della figura del “controllore”». Boccardo e My respingono quindi al mittente la versione di Palazzo Personè che ha parlato di semplice “candidatura erroneamente non compresa” e bollano l’episodio come “cupa vicenda”, elencando poi altre nomine effettuate e poi revocate dal 2016 a oggi dall’Amministrazione Mellone (vedi il caso Calabretti).

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