Contrasto all’epidemia da Xylella: affondata la task force inconcludente, in campo cinque esperti. Obiettivo: contenere il contagio

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Gallipoli – C’è anche Donato Boscia, salentino d’adozione, nel gruppo che formerà il Comitato anti Xylella. Col direttore dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari, ne fanno parte anche ricercatori del Centro ricerche Basile Caramia, dell’Università di Bari e del Salento e dello Iam.

“Questo organismo – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia – rappresenta uno spartiacque col passato”. Un gruppo di persone esperte, di grande spessore e con competenze specifiche”. Viene così affondata quella pletorica e inconcludente task force nominata durante la precedente consiliatura dal Presidente Michele emiliano, da cui non era venuto granché come analisi e come proposte operative.

Nel gruppo il direttore Cnr, Donato Boscia

Da sinistra, Giuseppe Coppola, il prof. Giovanni Martelli, il prof. francese Joseph Bové dell’Università di Bordeaux, i ricercatori del Cnr di Bari Enza Dongiovanni e Donato Boscia

Si riparte, con grave ritardo a detta di molti, nella lotta di contrasto e contenimento dell’epidemia da Xylella fastidiosa, individuata proprio dal dottor Boscia col toscano professore Giovanni Martelli fitopatologo di fama nelle campagne ulivetate tra Gallipoli e Taviano. Era l’ottobre del 2013. Da allora la Xylella col “taxi” principale rappresentato dall’insetto Sputacchina, è giunto a lambire le terre di Bari lasciando dietro di sè una ampia scia di ulivi seccati.

Il direttore Boscia è fresco di un riconoscimento internazionale: la Menzione speciale al ricercatore scopritore dell’attacco da Xylella fastidiosa nel Sud Salento. Il prestigioso riconoscimento è avvenuto nell’ambito del Premio internazionale John Maddox 2020 ed è stato conferito all’ormai noto infettivologo Anthony Fauci. Giunto alla IX edizione, il Premio John Maddox è un’iniziativa congiunta dell’organizzazione benefica “Sense about Science” e della rivista scientifica Nature.