Contagi sempre alti in Puglia: a Gallipoli si accede in Municipio solo su appuntamento. Vaccini, la Lilt chiede “priorità” per i malati oncologici

2024
Gallipoli, le panchine chiuse per evitare gli assembramenti

GallipoliDopo l’appello di ieri e le preoccupazioni per i casi da contagio “destinati a crescere”, quest’oggi il sindaco di Gallipoli ha contingentato gli accessi in Comune sino al prossimo 5 aprile: agli uffici si potrà accedere solo previo appuntamento, da fissare nella fascia oraria tra le 9.30 e le 13 nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì e dalle 15.30 alle 17.30 il martedì e giovedì (qui i numeri da contattare) .

Intanto la percentuale di tamponi analizzati con esito positivo in Puglia resta sempre alta, intorno al 13%. Negli ultimi dati su 4.560 test eseguiti ci sono 594 casi: 301 in provincia di Bari e 117 in quella di Lecce ed  il resto tra Brindisi (42), Bat (14), Foggia (87), Taranto (29) e non classificati. Da registrare anche 25 decessi, ben 13 nel Foggiano, due in provincia di Lecce, tre in quella di Bari e sette in provincia di Taranto.

I vaccini

L’attenzione generale è sui vaccini. L’assessore regionale alla Sanità Pier Luigi Lopalco conferma che alle alle 19.30 di domenica 7 marzo 2021 sono risultati vaccinati 351.336 pugliesi, dei quali circa la metà, 178.636, devono completare la seconda dose. Gli ultraottantenni vaccinati sono 68.818, dei quali 5.095 hanno ricevuto la seconda dose. I vaccinati totali per provincia sono: Lecce 72.912 (17.201), Bari 111.540 (hanno ricevuto la seconda dose in 28.783), Bat 27.984 (seconda dose per 7.035), Brindisi 29.963 (7263), Foggia 60.487 (15.154), Taranto: 48.450 (10.914).

«Abbiamo somministrato – sottolinea Lopalco – oltre l’85% dei vaccini ricevuti. Per usare la scorta da conservare per le seconde dosi, si sta facendo un lavoro certosino di programmazione delle seconde dosi. Siamo fra le regioni italiane che sta utilizzando più velocemente tutte le consegne».

Il Piano vaccinazioni 

Pierluigi Lopalco

Mentre stanno per terminare le vaccinazioni degli operatori scolastici e del personale sanitario, a partire dai prossimi giorni l’accordo con i medici di famiglia permetterà la vaccinazione degli over 80 che hanno richiesto la somministrazione a domicilio. In questo caso saranno i medici a contattare direttamente i loro assistiti appena saranno pronti: «I pazienti quindi non li devono chiamare». spiega Lopalco. A domicilio opereranno sia i medici di medicina generale che quelli della continuità assistenziale e dei dipartimenti di prevenzione.

«Grandi hub per la vaccinazione di massa sono in corso di allestimento e saranno completamente operativi quando arriveranno le quantità di vaccini necessarie: in Puglia si sta lavorando per vaccinare subito, senza tenere le scorte in frigorifero. Confidiamo sia nella capacità di resistenza dei pugliesi nel seguire le regole anticovid che nell’arrivo di grandi quantità di vaccini da distribuire», conclude l’assessore.

L’appello della Lilt

Carmine Cerullo

Intanto l’oncologo Carmine Cerullo, presidente della Lega contro i tumori di Lecce, chiede all’assessore Lopalco e alla Asl di vaccinare quanto prima possibile i pazienti oncologici in trattamento attivo ed i loro caregiver, annunciando la propria disponibilità nel mettere a  disposizione alcune sedi delle 30 delegazioni sparse sul territorio provinciale, nonché il personale volontario medico ed infermieristico

Dopo il focolaio scoppiato nei giorni scorsi nel reparto di Oncologia dell’ospedale “Fazzi” di Lecce, il presidente della Lilt provinciale non nasconde la propria preoccupazione per il rischio che la stessa situazione possa ripetersi anche altrove. «I malati oncologici in trattamento pre o post-operatorio o con malattia in fase metastatica – sottolinea Cerullo – sono estremamente vulnerabili, così come lo sono tutti i pazienti con immunodeficit, una platea che va attenzionata in maniera importante e alla quale ora va data priorità assoluta nella campagna vaccinale, se si vuole scongiurare il pericolo di nuovi focolai diffusi nei nostri ospedali. Appare inoltre opportuno – prosegue – sottoporre a vaccinazione anti-Covid anche i caregiver, cioè coloro che accompagnano in ospedale i malati oncologici che devono sottoporsi a chemio ed altre terapie anti-cancro che incidono sul sistema immunitario».