Contagi da Coronavirus, tampone a tutti gli operatori sanitari: comincia l’ospedale “Panico” di Tricase. Con l’aiuto di una casa farmaceutica

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Tricase – In queste ore concitate e sommarie, in cui si confondono notizie e voci a seconda delle convenienze, viene in soccorso una “buona nuova” da Monza. La nota casa farmaceutica “Roche” ha inviato gratuitamente all’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase i macchinari e i kit occorrenti per il tampone da “Coronavirus”.

Con questo intervento il “Panico” ha cominciato da circa una settimana e su impulso della direzione generale dell’ospedale convenzionato con la Regione, a sottoporre a controlli tramite tampone tutto il personale sanitario.

“Per ora solo gli interni”

Solo gli interni al momento – dicono dall’ospedale ecclesiastico – ma non è escluso che il servizio di controllo,  fondamentale per medici e infermieri e personale che opera in corsia, venga esteso a tutto il territorio provinciale”.

Il coordinatore della task force anti epidemia, il professore Luigi Lopalco, rispondendo a coloro che chiedevano un suo parere sulla somministrazione del tampone a livello generale, ha tra l’altro ricordato che la capacità di analisi del prelievo effettuato in Puglia può coprire al massimo duemila casi al giorno. Per cui una collaborazione non pare impossibile.

L’invito della direzione sanitaria

La direzione del nosocomio tricasino ha invitato tutti gli operatori sanitari a sottoporsi ad un test preventivo prima del tampone, che è e rimane l’esame largamente attendibile oltre che validato dal Sistema sanitario nazionale.

Per una maggiore protezione di medici e infermieri, compresi anche coloro che prestano servizi per il 118, spingono ormai da più parti. Si registra una raccolta di firme partita dal basso che viaggia on line, ma anche una indicazione dell’Organizzazione mondale della sanità (Oms) sui test a tappeto per il personale in prima linea.

Si sperimenta un farmaco antireumatico

Va ricordato che la “Roche” è la stessa casa farmaceutica che ha donato alla Regione Puglia il medicinale “antireumatico” già sperimentato in Cina con dati confortanti e che si sta iniziando a somministrare anche ai malati da un paio di giorni.

I primi risultati anno ben sperare: su 26 casi pugliesi trattati con questo farmaco, il Tocivid 19, ben 24 stanno già rispondendo positivamente alle cure. L’Agenzia italiana del farmaco ne ha autorizzato lo studio per valutarne l’efficacia.