Consultorio di Gallipoli, bebè in coda causa poco personale: niente direttore, poche ostetriche ginecologhe e psicologhe. “Potremmo fare molto di più”

Seguite sessanta gestanti (in aumento rispetto al passato)

2270

Gallipoli – Consultorio familiare in affanno a Gallipoli, soprattutto per carenza di personale: nonostante che gli addetti al servizio facciano del loro meglio, non mancano le proteste. Per questo, anche se non esplicite, circolano critiche verso quanti frenano quello che potrebbe essere un servizio più adeguato alle esigenze del consultorio e nelle sue aree d’intervento.

Una lettera con richiesta di attenzioni adeguate è partita nei giorni scorsi per i vertici dell’Asl di Lecce. La firmano Letizia Avantaggiato, Patrizia Lozupone, Chiara D’Amico, Sara Telentinis, Tiziana Pedone, Felicia Ianfoli, Teresa Liaci, Allegra Frisenna e Ilaria Fontò, tutte neomanne. “Crediamo nell’importanza del lavoro meticoloso e impegnativo del Consultorio familiare, indispensabile come guida e sostegno e ci auguriamo che questo servizio sia libero di crescere sul territorio porgiamo i più distinti saluti”, concludono le firmatarie.

Pubblicità

Le neomanne sottolineano l’operato delle due ostetriche per la “breve ma esaustiva formazione in particolare sullo stile di vita sano durante la gravidanza”. Sono rimaste colpite dalle “pillole di saggezza” sul travaglio, dalle indicazioni sulla disostruzione pediatrica (quando il bimbo rischia il soffocamento) e dai massaggio infantile”che ha regalato a mamme e neonati momenti di estrema serenità”.

“Potremo fare molto di più se avessimo il personale necessario”, commenta una operatrice del Consultorio dove da quasi due anni manca il dirigente dell’Unità operativa (dopo l’andata in pensione della dottoressa Beatrice Sances di Alezio). Colui che doveva essere il suo sostituto, Roberto Faiulo di Melissano, è deceduto pochi mesi fa. Da allora più nulla.

A metà con altra sede (Taviano), c’è una sola psicologa,Maria Grazia Sergi, che fa quel che può ma che a volte è costretta a rinviare gli appuntamenti, con comprensibile disagio per l’utenza (perlopiù minori con problemi di gravidanze indesiderate).

A scavalco sono pure  le due assistenti sociali, altra figura di riferimento per giovani con problemi causati dalla scarsa educazione sessuale. Un sintomo dell’insufficienza di operatori sono i cartelli scritti a mano sulle porte dei vari studi con cui si rinviano orari d’apertura ad altri giorni o si comunicano assenze.

Soltanto due, delle quattro previste, le ostetriche in servizio (Matilde Scialpi e Roberta Palese)”, che assieme alla ginecologa Maria Cristina Gaetani di Alliste, (sulla carta ci sarebbe un’altra ginecologa) assicurano al meglio i servizi loro affidati, come confermano alcune gestanti in corridoio, in attesa di essere visitate.

“Se le persone ritornano nel Consultorio di Gallipoli dal 1992 – dice la dottoressa Gaetani – significa che si trovano bene e hanno risposte adeguate ai loro bisogni”. Anche se alcune attività di prevenzione, come lo screening col pap test per individuare eventuali tumori al collo dell’utero, sono in sofferenza.

Quello di Gallipoli resta comunque l’unico Consultorio in provincia in cui le gravidanze fisiologiche sono seguite dalle ostetriche, compresi i corsi di accompagnamento alla nascita  e il massaggio materno infantile. L’allattamento è attivo tutti i giorni e dalle 12,30 si prosegue col giro visite a domicilio. Assicurata anche l’assistenza delle donne in menopausa.

Attualmente sono sessanta (in leggero aumento rispetto al recente passato) le gravidanze assistite: le puerpere sono di Gallipoli, Alezio e Sannicola (i Comuni facenti parte del Consultorio), ma anche da fuori: Taviano, Melissano, Alliste, Tuglie, Racale ed anche  Nardò.

Con la ripresa del prossimo anno scolastico dovrebbe riprendere anche il corso di educazione sessuale presso l’Istituto Nautico di Gallipoli ed i corsi per le manovre di disostruzione: “Pochi giorni fa – racconta una ostetrica – una bimba di 19 mesi è stata salvata dal padre, che aveva fatto questo corso proprio qui da noi”.

 

 

Pubblicità