Consorzio Innesti, l’ultima arma contro contagi e stragi degli ulivi. Di Coldiretti, Unaprol, olivicoltori e ricercatori l’idea

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Gagliano del Capo – Nasce un Consorzio Innesti per aumentare le possibilità di trovare specie resistenti agli attacchi mortali della Xylella fastidiosa. L’idea, perseguita da tempo e sul campo da un agronomo e olivicoltore del Capo di Leuca, adesso ha la sua ufficialità ed uno strumento per intensificare le ricerche accanto ai ricercatori impegnati in numerosi progetti nazionale e internazionali.

L’iniziativa porta la firma sua – Giovanni Melcarne del Consorzio Dop Terra d’Otranto – e di Coldiretti e Unaprol. Per perseguire l’unica strada ad oggi praticabile – la convivenza con il batterio attraverso la pratica dell’innesto per salvaguardare almeno gli ulivi monumentali – il neonato organismo può contare su di un Consiglio scientifico.

“Vi si sono dedicati – afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia –   tecnici ed esperti finora in maniera volontaria e a proprie spese, coadiuvati dal Consiglio nazionale delle ricerche, che hanno in questi anni sperimentato la pratica degli  innesti e sovrainnesti sugli ulivi.

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Giovanni Melcarne

“In mancanza di cure per salvare il patrimonio monumentale della Puglia – afferma Melcarne, da tre anni e con migliaia di innesti impegnato sul futuro dell’olivicoltura salentina – l’unica speranza è innestare gli ulivi con varietà resistenti. È bene precisare che, al momento, è solo una speranza confortata da alcune evidenze empiriche emerse in questi anni di sperimentazioni”. Con questo spirito, Melcarne ha da ultimo operato innesti sugli ulivi di piazza Sant’Oronzo a Lecce, gravenente malati.

“E’ necessario che la Regione Puglia definisca quanto prima un “protocollo” tecnico di utilizzo, in modo da avere riferimenti chiari. L’innesto può rappresentare anche la speranza della tutela paesaggistica del Salento – aggiunge il presidente Muraglia – oltre l’auspicio che queste prime varietà resistenti consentiranno la ripartenza del settore olivicolo-oleario, in attesa che ulteriori sperimentazioni possano ampliare il panorama idoneo a convivere con il batterio killer”.

Il precedente della fillossera della vite “Ci siamo ispirati ai Consorzi anti-fillosserici nati con legge nel 1901 – spiega David Granieri, presidente di Unaprol, riferito alla grave malattia che colpì la viote salentina fino agli anni Sessanta del 1900 – un percorso virtuoso di speranza che intendiamo replicare e che le istituzioni hanno il compito di supportare con massima efficienza”.

I nuovi controlli informatici Da Unaprol sottolineano la disponibilità dell’innovativo sistema Olivo.net progettato in collaborazione con Horta srl, uno strumento informatico di ultima generazione che consente il monitoraggio in tempo reale dell’oliveto, controlla i dati inseriti e dà informazioni utili all’imprenditore per le scelte strategiche da prendere sulle attività di irrigazione, concimazione e coltivazione”.

Sul fronte della ricerca Donato Boscia del Cnr di Bari, rilancia le quattro linee di attività di contrasto alla Xylella con “le osservazioni continue in area infetta per la ricerca di olivi asintomatici; i campi sperimentali per la valutazione della suscettibilità di cultivar diverse all’infezione di Xylella fastidiosa; il sovrinnesto di alberi infetti per una più rapida identificazione di fonti di resistenza e la Selezione e caratterizzazione di olivi spontanei asintomatici”.

 

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