Consorzi di bonifica, si cambia: obiettivi e progetti da 17 milioni per Ugento – Li Foggi. Rischi idraulici, reti irrigue efficienti e riuso dell’acqua depurata

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Ugento – Riduzione del rischio idraulico, con relativi allagamenti; ammodernamento delle reti irrigue esistenti per una estensione di 430 km;  riutilizzo irriguo delle acque affinate, cioè acque reflue depurate con un ulteriore trattamento che le rende idonee all’utilizzo irriguo in agricoltura: questi gli obiettivi prossimi venturi per i quali il Consorzio di bonifica Ugento Li Foggi ha a disposizione progetti per 17 milioni.

Questo il dato conclusivo della relazione inviata nei giorni scorsi al neo assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia ed elaborata dal commissario unico, Antonio Ermenegildo Renna, già Sindaco di Alliste e subcommissario dal 2017 per lo stesso comparto dei consorzi di bonifica. Renna amministra anche i consorzi Arneo, del Tarantino e del barese.

Un reticolo di canali lungo 430 km

“Sta piovendo, consorzio ladro!”, l’espressione adattata alla diffusa insofferenza che circola nei confronti degli enti consortili, visti a torto o a ragione inutili e costosi, potrebbe avere invece i mesi contati, grazie anche al Ricovery found per i fondi necessari a far diventare un prezioso reticolo di canali un affare per l’ambiente e l’agricoltura.

Qui si parla del consorzio di bonifica Ugento e Li Foggi che gestisce una rete idrografica ricadente in 78 dei 96 Comuni della provincia di Lecce e che ha nella maggior parte dei casi come recapito finale il mare e in minor percentuale, le vore. Il territorio consortile è suddiviso in cinque sottobacini che coprono una superficie di circa 92mila ettari.

Il nodo manutenzione

“Il Consorzio di bonifica Ugento e Li Foggi – si legge nel documento inviato a Pentassuglia dal commissario unico nominato nel giugno scorso (foto) – ha in essere numerosi interventi di manutenzione ordinaria del reticolo idrografico a valere su fondi del tributo 630 e su fondi del settore Bonifica della Regione Puglia, la cui esecuzione è affidata a ditte specializzate esterne al Consorzio”.

L’attività di manutenzione del reticolo “viene inoltre svolta tramite squadre di operai avventizi (Otd) costituite da complessivi 16 operai dipendenti del Consorzio. I lavori a valere sui fondi del tributo 630, sono in parte in corso di esecuzione ed in parte in attesa di acquisizione dei pareri degli Enti competenti ed ammontano a circa 800mila euro”.

Il problema nuovo delle piogge torrenziali

Gli interventi di manutenzione, quelli verso cui si indirizzano in genere le critiche più decise, “a valere sulle risorse del settore Bonifica della Regione Puglia, sono stati in parte ultimati nel corso dell’anno corrente, in parte sono in corso e in parte in fase di appalto ed ammontano a circa 2 milioni 100mila euro”.

“Vanno tenuti presente diversi fattori che incidono sulla situazione attuale – afferma Renna – comprese le piogge di carattere torrenziale ed anche che i Comuni senza fognatura bianca sversano nei canali del consorzio. In un quadro in cui buona parte del territorio italiano è a rischio idrogeologico”.

Immagine da migliorare

Adesso la volontà di invertire comunque il segno da negativo a positivo ci sarebbe e si sarebbe manifestata dall’interesse del neo assessore regionale, intenzionato a dare priorità a queste problematiche. “La sfida lanciata – afferma il commissario -è cambiare il modo di intendere i consorzi, da gestori di canali per l’agricoltura a fornitori di servizi per enti, comunità e Aqp”.

In questo solco s’inserisce l’impianto per il riuso delle acque affinate del depuratore di Ugento, che serve anche i paesi di Alliste e Felline, progetto basato su finanziamenti regionali. Nell’elenco delle novità anche la creazione di bacini per raccogliere le acque da utilizzare secondo necessità e bisogni. In un contesto in cui l’acqua costa sempre di più ed è sempre di meno.

Collaborazione necessaria con Aqp e Comuni

Ma non si può prescindere in tutto ciò da una stretta collaborazione tra enti e istituzioni, compreso l’Acquedotto pugliese “col quale si sta instaurando un proficuo rapporto” e da una “buona comunicazione per rendere tutti più consapevoli degli obbiettivi e dei problemi”, come rileva Renna. A cominciare dalle carenze di organico, quasi dimezzato rispetto a qualche anno fa.

Uffici svuotati nella sede del consorzio con sede a Ugento; tecnici che non ci sono più, proprio adesso che è stato varato il piano di classificazione, una specie di piano regolatore generale comprendente le opere da realizzare e da concordare con i Comuni chiamati a svolgere “una parte attiva con segnalazioni e osservazioni”.

Acqua dal depuratore di Ugento – Alliste

Partita la gara per individuare i progettisti; l’elaborato tecnico generale sarà poi divulgato con iniziative pubbliche zona per zona. Poi, con una specie di task force itinerante di tecnici presenti nei diversi consorzi di bonifica, si mira a preparare un parco progetti da utilizzare in base ai bandi europei e nazionali.

In capo a qualsiasi altra cosa resta la necessità di risanare i punti più critici della rete e le urgenze. Come, ad esempio, i canali di scolo delle vore di Taviano e Melissano; il ripristino della vora Franzi di Melissano; la pista al servizio dei canali di Torre mozza di Ugento.