Consegna della spesa a casa per l’emergenza Coronavirus: a Casarano le minoranze diffidano il Sindaco

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Maria Teresa Cucinotta

Casarano – Diventa un caso a Casarano il divieto disposto dal sindaco Gianni Stefàno che ha vietato la consegna a domicilio di alcuni beni. L’ordinanza in questione, la n. 35 del 18 marzo scorso, reca la scadenza del 25 marzo ma, in punto di principio (e per evitare ogni dubbio in cittadini ed esercenti), l’opposizione cittadina ha inviato al sindaco una diffida affinché tale provvedimento venga immediatamente revocato in quanto “palesemente assurdo e contraddittorio”.

Tanto più alla luce della chiara indicazione fornita in proposito dallo stesso Prefetto già lo scorso 21 marzo quando Maria Teresa Cucinotta ha invitato i sindaci a non adottare provvedimenti contrari a quanto stabilito dai decreti del governo, “perchè inefficaci giuridicamente”.

“Spostamenti da evitare”

«È proprio il caso di Casarano: ricordiamo – fanno sapere i consiglieri di minoranza – che il Dpcm dell’11 marzo, proprio al fine di evitare gli spostamenti dei cittadini dalla propria abitazione, non vieta il servizio di consegna a domicilio per le attività di cui ne autorizza l’apertura».

L’ultimo decreto del Governo in materia (il Dpcm del 22 marzo approvato il 25) consente (al punto f) pure “l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari”.

La consegna a casa

Il provvedimento che, invece, ha fatto discutere a Casarano “ha consentito la consegna a domicilio di pizza e birra vietando quella di farmaci, detersivi, alimenti non preparati ed altri beni di prima necessità”, ricordano i consiglieri di minoranza. La stessa ordinanza del sindaco garantiva il servizio di consegna a domicilio attraverso il Centro operativo comunale “per le fasce di popolazione particolarmente vulnerabili”.

In molti altri Comuni, invece, proprio al fine di far restare il più possibile a casa i cittadini, è stato espressamente previsto un elenco di esercizi commerciali disponibili ad effettuare la consegna delle proprie merci a domicilio, sempre nel rispetto delle modalità “anti-contagio”. 

La richiesta delle minoranze al Prefetto

Per questo i consiglieri comunali di opposizione (Mauro Memmi, Umberto Totaro, Attilio De Marco, Massimo Leggio, Luigi Bartolomeo, Emanuele Legittimo) hanno investito della questione il Prefetto di Lecce, con pec del 20 marzo, invitandolo a pronunciarsi “su tale assurdo provvedimento che non avrebbe di certo favorito la permanenza in casa dei casaranesi”.

«È evidente che l’ordinanza sindacale n. 35 si pone in contrasto con le norme primarie, violando anche il principio di compatezza ed omogeneità amministrativa tra le Istituzioni pubbliche, richiamata dal Prefetto e necessaria in situazioni di generale emergenza», fanno sapere ancora le minoranze.