Condotta sottomarina per scaricare a 6 km i reflui depurati: partono gli studi del fondale

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Gallipoli – Partono le esplorazioni del fondale per studiare la zona che da San Leonardo, versante nord della città, si spinge al largo fino a sei chilometri e mezzo per scaricare le acque depurate dell’impianto di via Scalelle.

La società che ha avuto l’incarico dall’Acquedotto pugliese – la Sub Technical edil services di Mola di Bari – ha avito il via libera dalla Capitaneria di porto gallipolina, che peraltro ha pronte le ordinanze di divieto di transito nella zona delle operazioni di bonifica dei fondali che potrebbero rivelare residui bellici anche pericolosi. Interdizioni valide fino all’8 marzo dalle ore 8 alle 17.

Uno studio da 450mila euro

L’importo di quest’appalto è di 450mila euro e apre la strada all’investimento vero e proprio che allontanerà lo scarico dei reflui dalla costa, come avviene attualmente, con conseguente divieto di balneazione a poche decine di metri da Torre Sabea. La posa della condotta a trenta metri di profondità, che non dovrebbe interessare la prateria di posidonia oceanica come assicurato da Aqp, è stata finanziata con 16 milioni di euro provenienti dai fondi Por Puglia 2014 – 2020.

Secondo il cronoprogramma stilato nel novembre scorso, si dovrebbe arrivare al progetto definitivo della condotta sottomarina entro il mese di marzo. Naturalmente la consistenza degli scarichi a mare sarà direttamente proporzionale a quanto liquido affinato sarà in grado di assorbire l’impiego di questa risorsa per usi agricoli e civili.

L’esperimento per il “riuso virtuoso”

Come si ricorderà pochi mesi fa Acquedotto e Provincia di Lecce hanno sottoscritto un accordo che vede al centro ul progetto sperimentale di “riuso virtuoso” delle acque di depurazione, come spiegato nell’ambito della firma dell’accordo. L’obiettivo di Aqp (Regione) e Provincia è promuovere il “riuso sostenibile” delle acque depurate e al contempo compensare il patrimonio arboreo ad alto fusto in seguito ai danni causati dalla Xylella.

Secondo gli studi effettuati un’area boschiva del Gallipolino estesa 30 ettari sarà irrigata con le acque affinate provenienti dall’impianto di depurazione consortile, cui confluiscono le reti fognarie di Alezio, Sannicola e Tuglie.

I medi di “troppo pieno”

La condotta sottomarina servirà quindi nei mesi di “troppo pieno”, quando cioè le acque affinate non potranno essere assorbite dalla rete di sub irrigazione per l’esperimento pilota in territorio di Gallipoli e dai canali del consorzio di bonifica.