Condotta marina, parola al Comune poi via alla gara da 16 milioni. Intanto c’è polemica e una “sentenza” del Tribunale

764
Lo scarico sotto costa a Gallipoli (ottobre 2014)

Gallipoli – “La nuova dirigente dell’Ufficio tecnico si è insediata i primi di luglio, motivo per cui siamo in piena fase di analisi dei documenti. Il progetto di Aqp è giunto al Comune dopo numerose sollecitazioni ma a breve saremo in grado di procedere agli adempimenti previsti”: è la risposta del capo dell’Amministrazione comunale di Gallipoli, Stefano Minerva, davanti all’ultima nota di Acquedotto pugliese spa.

La società che ha come socio di maggioranza la Regione, ha ribattuto alle critiche di questi giorni, sottolineando che lo studio di fattibilità della condotta sottomarina per i reflui depurati è stato consegnato in via Pavia il 26 giugno scorso.

Il divieto di balneazione da rimuovere resta l’obiettivo 

La nuova polemica è partita dopo la comparsa – non nuova – di domenica scorsa di acque color marrone nell’area del litorale nord in cui c’è da 17 anni lo sbocco dell’impianto depurativo dei rifiuti fognati di Gallipoli, Alezio, Sannicola e Tuglie.

Pubblicità

Le proteste, anche queste non nuove ovviamente, si sono subito riaccese. “La colorazione del mare come si è evidenziata in questi giorni, rappresenta come avviene da anni un danno enorme per l’immagine e la vocazione turistica di questo territorio – ha rimarcato Giuseppe Coppola, presidente della sezione Turismo di Confindustria Lecce – ed è per questo che abbiamo chiesto, insieme agli operatori turistici della città, una soluzione definitiva”.

Sulla stessa linea la nota di protesta della Confindustria, l’associazione provinciale degli industriali salentini. La lunga attesa rischia di esasperare gli animi, anche adesso che la questione sembrerebbe ormai ad una svolta concreta, una volta superate le obiezioni circa la soluzione adottata.

“L’impianto è in regola” ripete Aqp

A questo si aggancia la presa di posizione ultima del vertice di Aqp, che respinge nettamente che i fenomeni cromatici osservata in località San Leonardo siano dovuti al depuratore di via Scalelle o siano in qualche modo ad esso riconducibili. Forte adesso anche di un responso in sede giudiziaria.

Il ricorso e la sentenza “Acquedotto pugliese – si legge nella risposta pervenuta da Bari in data odierna – ribadisce che il depuratore funziona correttamente, nel rispetto dei parametri previsti dalla normativa vigente. Lo conferma il Tribunale di Lecce che, lo scorso 30 agosto, ha rigettato le accuse di malfunzionamento mosse da un noto imprenditore leccese, proprietario di una azienda turistica di Gallipoli, per assenza di prove di condotte pregiudizievoli imputabili ad Aqp. Il Giudice ha dichiarato, altresì, la non riconducibilità alla gestione di Aqp dei danni denunciati dall’imprenditore e condannato quest’ultimo al pagamento delle spese legali”.

Il pronunciamento del Tribunale dopo il ricorso di un imprenditore 

La precisazione del ricorrente “Non c’è nessuna sentenza ma un ordinanza e nessuna conferma da parte del Tribunale”, ribatte, carte alla mano, l’imprenditore ricorrente. “A noi che chiedevamo una perizia a cura di Ctu, un consulente tecnico d’ufficio, i giudici hanno risposto di non aver ritenuto sufficienti gli elementi forniti da noi nel ricorso per procedere a questo accertamento”. In ballo resta quindi il divieto di balneazione che, secondo gli imprenditori del litorale nord, pesa e penalizza il valore di mercato delle aziende turistiche operanti nell’area”.

Le carte intanto si muovono Aqp insiste nel sottolineare che manca un passo all’indizione della gara per appaltare l’impegnativa opera. Superato il passaggio comunale dello studio di fattibilità, la realizzazione della condotta sottomarina arriverà sui tavoli della società per le procedure di gara, di rilevanza europea. L’opera assorbirà risorse pari a 16 milioni di euro, pianificati dalla Regione Puglia e finanziati con fondi Por Puglia 2014-2020, di provenienza europea.

Se non si dovessero registrare intoppi di natura procedurale e giudiziaria soprattutto (probabili ricorsi, essendo l’appalto piuttosto allettante non solo come importo), ci vorranno non pochi anni per vedere in funzione lo scarico di cui Aqp tesse, in ogni occasione, le lodi dal punto di vista tecnico e innovativo.

 

 

Pubblicità