Con la pandemia la violenza sulle donne non va in lockdown

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La situazione che stiamo vivendo, l’essere in qualche modo costretti a casa tutto il giorno, inasprisce le convivenze già di per sé difficili aumentando il rischio di violenze domestiche, per questo, oggi più che mai, bisogna tenere alta l’attenzione sul tema.
Per sconfiggere la violenza di genere, occorre un salto di paradigma e occorre smetterla di attraversare assemblee di partito, mass media e piazze, virtuali e non, con discorsi ricchi di visione ma scarsi in concretezza. Il sistema deve poggiare su diversi pilastri: reale uguaglianza di genere, conciliazione carriera e lavoro, partecipazione civile e politica. Solo agendo contemporaneamente in questi ambiti potremo iniziare a pensare di percorrere un effettivo progresso sociale.
Se non lo facciamo, se ci voltiamo dall’altra parte, se siamo sordi, se pensiamo che questo non sia il compito di ognuno di noi, allora abbiamo fallito.
Non basta parlare di violenza ma occorre applicare quanto previsto in tanti indirizzi politici nella vita reale, nei linguaggi, nei pensieri, nelle azioni, nel nostro piccolo vivere quotidiano.
Solo allora percorreremo più velocemente quella strada che in futuro non renderà più necessario dover commemorare la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” perché anche solo il pensiero di poter commettere una violenza nei confronti delle donne sarà rimosso dalle fondamenta del nostro essere.
(si ringraziano la fotografa Silvia Serio e Lucrezia Rosano)
Anna Toma
Coordinatrice provinciale della Conferenza delle donne democratiche