Clima pesante a Parabita, la convivenza va curata

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All’avv. Alfredo Cacciapaglia
Caro Sindaco di Parabita,
a fronte di un clima sociale alquanto pesante che avverto esserci a Parabita, intendo farmi interprete della proposta di aprire spazi di riflessione e dialogo per considerare la situazione che si è determinata. Avverto come una specie di spaccatura profonda nel Paese: c’è un Paese normale, certamente più numeroso, che si ritiene vittima di chi, con le proprie azioni “criminali” – molte comunque ancora al vaglio della Magistratura -, sta infangando il buon nome ed il prestigio di Parabita, e c’è una parte del Paese che è marginale – ma in crescente aumento – che non si rassegna a subire passivamente la negatività del ruolo che le cronache le stanno attribuendo.

Il rischio è che se questo è il ruolo che la “Società” attribuisce a questa parte marginale del Paese, loro potrebbero giocarla fino in fondo, e a quel punto
la frittata sarebbe completa, per oggi e per qualche altra generazione ancora in futuro. Dobbiamo riuscire a distinguere fra quello che il ruolo della Magistratura, per l’accertamento delle responsabilità per i fatti in esame, e il ruolo politico e sociale di un Comune, di promotore culturale con i suoi Servizi e la sua iniziativa. Occorre mettere in atto una politica di vicinanza con le persone e le famiglie, per promuovere e risollevare il senso del vivere insieme. Non è detto che il livello di deterioramento attuale della vita nel Paese non possa aggravarsi ulteriormente, qualora non si corra ai ripari per fare in modo che si ricrei una più stabile civile convivenza e si ripristini un clima di più stabile e reciproca fiducia fra i cittadini. Ma per mirare a questo obiettivo occorre una fattiva iniziativa, con la necessità di aprire spazi di socializzazione per i bambini, i giovani e per le famiglie, opportunità d’incontro e dialogo, considerando anche la necessità di aiutare le persone a considerare il vissuto emozionale che un figlio prova nel momento in cui un genitore viene arrestato, o un genitore per un figlio. Aprire un Centro sociale per i giovani; un Servizio per chi ha bisogno di sostegno scolastico. Mi rendo conto che non sono iniziative che si possono avviare dalla sera alla mattina, ma è comunque necessario che di questo si parli, che si avviino dei progetti, delle programmazioni specifiche. Spero in una considerazione di quanto qui proposto. Vive cordialità.

Luciano Provenzano – Parabita

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