Clima, cibo e natura i tesori di un paradiso

2013

fernando-daprileC’è la ricamatrice, ancora oggi, senza occhiali e quella che vuole essere informata su tutto quello che fa Papa Francesco; la contadina di lungo corso, fino ai 90 anni suonati, e la nobildonna poetessa; chi ricorda con rammarico di non aver potuto partecipare ai funerali della sorella emigrata in America e chi si è fatto beffa fino a poco fa delle medicine. È vario il mondo dei centenari salentini, in forte aumento peraltro rispetto al contesto pugliese, già ben messo in classifica, e nazionale. Prevalgono, come tradizione antica, le donne, che dispensano – su richiesta ma anche senza – le ricette di lunga vita.
Niente discorsi sul rapporto alto quoziente intellettivo-più lunga speranza di vita o mutazioni del Dna mitocondriale, ereditato dalle madri, o parole su salute e intense frequentazioni sociali. Le nostre e i nostri secolari vanno più sul concreto: cibi genuini, molti legumi e poca carne, vita all’aria aperta, magari semplice, e dieta mediterranea. Quando vanno oltre, parlano dell’amore, di quello familiare, della serenità d’animo e dell’essere in pace con se stessi.

Un esperto geriatra conferma: la chiama “qualità della vita” che da queste parti può contare su di una serie di fattori naturali, tendenza che è andata crescendo negli ultimi decenni. Peccato che ci abbiamo messo del nostro per frenarla, come denunciamo i picchi di mortalità tumorale. Come dire: non abbiamo saputo, da famelici profittatori, conservare il tesoro che ci avevano lasciato. Un paradiso, non ancora del tutto compromesso.