Gallipoli – Gallipoli ha un nuovo “Cavaliere al merito della Repubblica”: si tratta di Cosimo Claudio Pacella, insignito dell’importante onorificenza, su proposta dei vertici dei Lions club international, “per avere messo a disposizione la propria esperienza professionale e di vita al servizio della comunità”.

Claudio Pacella riceve l’onorificenza dal prefetto di Grosseto

Pacella, gallipolino doc, è medico e da anni vive a Grosseto, città dove lo scorso 2 giugno gli è stato consegnato il titolo dalle mani del prefetto Cinzia Torraco (foggiana di nascita e con la nonna di origini gallipoline).

Penultimo di cinque figli (il padre Gino aveva un avviato negozio di abbigliamento su corso Roma), Pacella ha 64 anni. Dopo la maturità scientifica (luglio ‘74) ha proseguito gli studi a Siena, dove si è laureato in medicina e specializzato in malattie respiratorie, trasferendosi poi definitivamente a Grosseto, dove esercita la professione di medico di famiglia. È sposato (la moglie è medico pneumologo e allergologo) e ha due figlie: Anna Chiara (28 anni) che studia farmacia e Francesca (25 anni) studentessa di economia e commercio.

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Con la passione per la politica, siede sui banchi del Consiglio comunale di Grosseto (nelle file della Lega) già da 14 anni, e dal 2016 è anche presidente di quell’Assise. È pure presidente del Comitato tecnico scientifico del polo universitario grossetano, costola maremmana dell’Università degli studi di Siena.

Non ha mai reciso le radici con la sua terra, “e anzi –confida- pur vivendo in Toscana ormai da 45 anni, continuo a pensare e a parlare in dialetto gallipolino”. A Gallipoli ci torna di solito tre volte l’anno: a Natale, per la Madonna addolorata, il venerdì prima delle Palme (festa particolarmente sentita in città, curata dalla confraternita del Carmine di cui è confratello) e a luglio per la festa di Santa Cristina.

«Vedo molto cambiata la mia terra ma, purtroppo, non in meglio. Ho un ricordo antico della mia città – afferma – che ora vedo trascurata. Gallipoli è un gioiello e va custodito come tale».

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