Clan mafiosi e spaccio di droga: in carcere tre nomi legati all’operazione Coltura. Giovane coppia nei guai tra le operazioni condotte dai carabinieri di Casarano

1945

Parabita – È di sei arresti e nove denunce il bilancio delle operazioni condotte nel corso degli ultimi giorni dai carabinieri della Compagnia di Casarano. In carcere sono finiti tre nomi già balzati agli onori delle cronache nell’ambito dell’operazione Coltura, condotta a Parabita nel dicembre 2016 dai carabinieri del Ros: si tratta del 39enne Giovanni Picciolo, già ai domiciliari, perchè condannato alla pena detentiva residua di 7 anni di reclusione e ad un anno e sei mesi di libertà vigilata per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacente risultato commesso fino al maggio 2015 tra Parabita, Matino e altri centri limitrofi. Altro reati ascritti sono quelli di produzione, traffico e detenzione di stupefacenti, commessi ad Ugento in epoca anteriore al novembre 2014.

Sempre a Parabita è stato arrestato e condotto in carcere a Lecce il 42enne Matteo Toma, già ai domiciliari, ora condannato alla pena detentiva residua di dieci anni e quattro mesi di reclusione per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, commessa tra Parabita, Matino e paesi vicini fino al maggio 2015. Sempre legato all’operazione Coltura è il 30enne di Collepasso Fernando Cataldi che deve scontare la pena residua di 5 anni di reclusione per il reato di associazione di tipo mafioso commesso fino al maggio 2015 in provincia di Lecce.

Coppia di Ruffano nei guai per la droga

Una coppia di Ruffano è stata posta ai domiciliari perchè i carabinieri, con l’aiuto dell’infallibile fiuto del cane Iax (del Nucleo cinofili di Modugno) è stata trovata in possesso, all’interno della credenza della propria abitazione, di due contenitori in vetro con complessivi 81 grammi di marijuana. I due (F.M. di 37 anni lui; M.G.L. di 30 lei), avevano pure due bilancini di precisione, sostanza da taglio e materiale vario per il confezionamento delle dosi da spacciare.

A Ugento un uomo, già sottoposto agli arresti domiciliari, si è visto notificare un ordine di esecuzione di pene concorrenti emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Lecce poiché condannato alla pena detentiva residua di quattro anni, mesi e 9 giorni di reclusione. Su di lui pesano i reati di violenza sessuale commessi nel 2001 ad Ugento e nel 2006 a Gallipoli, nonché di evasione nel 2018. Dopo le formalità di prassi in caserma, l’uomo è tornato ai domiciliari. A Racale un uomo è stato deferito in stato di libertà per la coltivazione all’interno della propria abitazione di sei piante di marijuana, dell’altezza media di circa 30 centimetri, con impianto di ventilazione e di illuminazione a tempo. Sempre a Racale un ragazzo è stato deferito in stato di libertà perchè trovato in possesso di due involucri contenenti 0,44 grammi di cocaina. Una ragazza di Matino è stata pure deferita perchè trovata in possesso di un grammo di marijuana.

Truffe e raggiri

Una donna di Ugento è stata denunciata per aver raggirato un aspirante acquirente il quale ha versato 40 euro su una postepay credendo di acquistare on line degli accessori per camper senza mai ottenere la merce. Altro annuncio truffaldino in rete quello di due 40enni foggiani che sono riusciti ad ottenere 360 euro dalla propria vittima senza vendere la marmitta per motociclo Tmax promessa sul sito. Una donna di Taviano è stata sorpresa dai militari in possesso di una cornice porta foto asportata, poco prima, dall’abitazione di un’anziana.

Due giovani sono poi stati segnalati in Prefettura per uso non terapeutico di stupefacente mentre un ragazzo è stato fermato a Parabita alla guida del proprio ciclomotore in evidente stato di alterazione psicofisica provocato all’uso di droga. Il deferimento all’autorità giudiziaria è scattato malgrado il rifiuto di sottoporsi ai dovuti accertamenti sanitari.