Cittadini consapevoli si diventa: strumenti utili nell’era digitale

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Sergio Talamo

La signora Maria può utilizzare il suo cellulare non solo per discutere del piatto del giorno con le amiche, ma anche per dialogare con la Pubblica Amministrazione del suo Comune per conoscere, ad esempio, il menù scolastico di suo figlio o chiedere le certificazioni sulla tracciabilità e la filiera di un prodotto della mensa? Utopie futuristiche o realtà possibili?

Si è parlato anche di questo in uno dei tanti incontri tematici del Festival del giornalismo locale, Figilo, che da poco si è concluso a Gallipoli. Ad affrontare il tema, in particolare, il relatore Sergio Talamo, giornalista e docente, direttore comunicazione e trasparenza Formez P.A. che ha tenuto un intervento su “Giornalismo e comunicazione pubblica: l’altra faccia dell’informazione al servizio dei cittadini nell’era digitale”.

L’interessante relazione ha aperto nuovi orizzonti sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione e sulla partecipazione civica del cittadino al controllo della qualità dei servizi.

Lo strumento che persegue questo obiettivo è il “Freedom of Information Act”, che dà diritto a chiunque di avere accesso ai dati e ai documenti detenuti dalla Pubblica Amministrazione, tenuta a rispondere entro trenta giorni al cittadino che ne fa richiesta.

Introdotto in Italia con la legge 97/2016 di riforma della Pubblica Amministrazione del ministro Madia, il “Freedom of Information Act” è entrato in vigore il 23 dicembre 2016 con il D.lgs. 175.

L’accesso civico generalizzato per chi desidera ottenere dalla Pubblica Amministrazione atti e documenti utili a una necessità informativa va oltre l’accesso previsto dalla 241/90 e oltre l’obbligo di pubblicazione per la Pubblica Amministrazione previsto dalla 33/2013.

In questi anni di rodaggio non è però sempre stato sufficientemente utilizzato e ben compreso dal cittadino e dalle associazioni, per cui è stata emanata successivamente la circolare 2/2017: “…la pubblicazione proattiva sui siti istituzionali delle Amministrazioni è fortemente auspicabile quando si tratti di informazioni di interesse generale o che siano oggetto di richieste ricorrenti: ad esempio, quando si tratti di dati o documenti richiesti, nell’arco di un anno, più di tre volte da soggetti diversi. Per gli stessi motivi, le pubbliche Amministrazioni sono invitate a valorizzare il dialogo con le comunità di utenti dei social media (Facebook, Twitter, ecc.). I richiedenti spesso rendono pubbliche su questi mezzi di comunicazione le domande di accesso generalizzato da essi presentate. In questi casi, e comunque quando si tratti di informazioni di interesse generale, è opportuno che anche le  Amministrazioni utilizzino i medesimi canali a fini della comunicazione”.

Attraverso la pubblicazione preventiva di informazioni e documenti (quindi non solo di una serie di dati pubblicati come espletamento di una norma da parte della Pubblica Amministrazione) è possibile infatti mettere a disposizione una banca dati ragionata da cui il cittadino possa comunque attingere alle informazioni che cerca sul proprio caso, risparmiandosi così di chiedere l’accesso diretto alla Pubblica Amministrazione di competenza. Allora cittadini si nasce, ma consapevoli e partecipi si diventa se si utilizzano al meglio le leggi e gli strumenti che oggi anche la tecnologia ci mette a disposizione.

Rosanna Chiuri – Alezio