Cinquanta tonnellate di mascherine, tute, visiere: dalla Cina alla Puglia il più grosso acquisto di dispositivi di protezione di medici, infermieri e ricoverati anti Coronavirus

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Il presidente Emiliano all’arrivo presso l’aeroporto di Bari dei dispositivi di protezione contro il Coronavirus

Lecce – È la giornata delle mascherine e degli altri dispositivi di protezione per gli operatori sanitari. Cinquanta tonnellate di Dpi sono giunte all’aeroporto di Bari Palese dalla Cina, con tappa intermedia a Adis Abeba, in Etiopia. Per altre vie ma sempre da una Università della Cina sono arrivati altri materiali del genere all’Unisalento.

Le attrezzature sono state acquistate direttamente dalla Regione Puglia con fondi del proprio bilancio per fronteggiare l’emergenza Covid e soprattutto garantire misure di maggiore sicurezza a operatori sanitari ospedalieri e medici di famiglia, e anche degenti. Oltre a frenare le manovre speculative sui prezzi in particolare delle mascherine

La svolta alle carenze e alle proteste

Si tratta della prima grande consegna di materiali acquistati dalla Protezione civile della Regione Puglia per un peso complessivo previsto di 49,478 tonnellate, un volume di 544 metri cubi, suddivisi in 6.228 colli. Nei prossimi giorni sono in programma altri voli con aerei della tipologia “wide body” con materiale acquistato sempre dalla Regione.

“La Regione Puglia ha acquistato questa fornitura – si legge in una nota da Bari – grazie alle relazioni di amicizia con il Governatore della Provincia del Guangdong Ma Xingrui e alle intese raggiunte con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. L’operazione ha avuto anche il supporto dell’Ambasciata italiana a Pechino”.

Diversi i materiali arrivati

L’aereo – consegnato alla Ethiopian nell’ottobre 2015 e dedicato a Mandela – è partito questa notta dal Guangzhou, ha fatto uno scalo tecnico per rifornimento ad Addis Abeba per poi ripartire alla volta dell’aeroporto di Bari.

Secondo il manifesto di carico, ci sono a bordo: tute di protezione, occhiali protettivi, mascherine Dpi, pompe per infusione, pompe per iniezione, attrezzature per barelle per biocontenimento, sterilizzatrici. Il materiale, dopo l’inventario, “sarà immediatamente reso disponibile al sistema sanitario e di protezione civile regionale”.

Il fabbisogno giornaliero della Puglia

Il fabbisogno giornaliero stimato, incrociando i dati Sirgisl (Sistema regionale di gestione integrata della sicurezza sul lavoro) e quelli del Dipartimento Salute in uno scenario di emergenza al più alto grado in Regione e con il contemporaneo utilizzo di tutti i posti letto e di tutti i posti in terapia intensiva.

Questo il “conto finale” del fabbisogno regionale quotidiano: 33.500 mascherine FFP3, 33.500 mascherine FFP2, 135mila mascherine chirurgiche, 21.000 tute, camici e indumenti protettivi, 2.000 occhiali, 408 ventilatori polmonari per terapia intensiva (in totale), 150mila guanti, 5.000 visiere, oltre a decine di barelle per biocontenimento e accessori per macchinari come le pompe ad infusione.

Dalle Università alla solidarietà

Una storia di collaborazione accademica, ma soprattutto di amicizia è alla base dell’altro arrivo in Puglia di materiale di tutela personale davanti ad un virus molto contagioso. Dalla Northwest University di Xi’An, nella Cina nord-occidentale, sono giunti ieri due pacchi contenenti mascherine, destinate al Rettore e ai docenti dell’Università del Salento coinvolti in un programma formativo congiunto fra le due Università per l’attivazione di un nuovo corso di laurea a titolo doppio in Beni culturali.

Il Rettore Fabio Pollice e la professoressa Grazia Semeraro, coordinatrice dell’accordo con Xi’an (foto), hanno deciso di mettere le mascherine a disposizione del personale dell’Ateneo: «Le destiniamo a chi è impegnato in prima linea, a contatto con il pubblico – spiega Pollice – e faremo lo stesso con altre mascherine in arrivo dallo Huaiyin Institute of Technology (un istituto di ricerca nella Cina centrale con il quale l’Ateneo salentino sta stringendo una forte sinergia), affidandole al direttore generale della Asl Lecce, Rodolfo Rollo».

“La conferma di un filo indissolubile”

«Sono più che mai convinto che quel filo indissolubile che da secoli unisce i nostri due Paesi, i nostri due popoli, meriti di essere rinsaldato – conclude il Rettore Pollice – tessendo attorno a esso altri fili perché possa diventare una corda robusta e resistente. Superata questa crisi sanitaria, torneremo in Cina per gettare le basi di una solida collaborazione tra l’Università del Salento e le Università cinesi».