Chiesa della Madonna Incoronata a Nardò: l’appello del parroco per evitare allagamenti e infiltrazioni

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Nardò – La chiesa barocca della Madonna dell’Incoronata rischia di subire gravi danni a causa delle infiltrazioni d’acqua. A segnalare il problema, ad appena cinque anni dalla riapertura al culto dell’edificio (dopo 60 anni di chiusura) è don Camillo De Lazzari, parroco di San Francesco D’Assisi, nelle cui vicinanze si trova l’antica chiesa.

«Da cinque anni – commenta il sacerdote originario di Casarano – chiediamo all’Amministrazione che si sistemino le strade adiacenti alla chiesa, che, in caso di pioggia, divengono stagni e pantani, con tratti in cui è letteralmente saltato l’asfalto e altri pieni di buche. Ma finora abbiamo ricevuto solo poche flebili promesse e lunghi silenzi».

L’appello del parroco

La chiesa venne edificata nel 1590 in piena Controriforma, epoca che nel territorio salentino si manifestò nel barocco leccese, in reazione al luteranesimo e al calvinismo dilaganti in nord Europa. Se le nuove religioni protestanti aggredivano il culto dei Santi e della Madonna, il Barocco reagiva con il suo splendore contribuendo all’economia con tanti  cantieri aperti e il “turismo religioso” dei pellegrini che le sontuose chiese generavano già da allora.

«Calata in questa storia – prosegue Don Camillo – nasceva la chiesa Barocca dell’Incoronata e proseguiva nei secoli con alterne fortune, tra furti di opere d’arte, vandalismi e restauri, fino ai giorni nostri in cui, a causa dell’incuria, rischia ancora una volta di subire danni strutturali gravi. Fa rabbia pensare che asfaltino tante strade in questo periodo a Nardò, sia stato valorizzato a soli 500 metri l’Urban Park e non si trovi il modo di sistemare questa importante zona».

Da alcuni mesi, tra l’altro, grazie a un finanziamento dell’8×1000 si sta provvedendo a ristrutturare la chiesa di San Francesco di Assisi e alcuni locali annessi, per cui tutte le funzioni religiose sono spostate nella vicina chiesa dell’Incoronata. «Ma come vi si può accedere quando le strade sono un pantano?». Nel luglio scorso anche la locale Proloco, presieduta da Carlo Longo, aveva scritto al Sindaco Giuseppe Mellone chiedendo una serie di lavori da eseguire in zona, tra cui il potenziamento dell’illuminazione intorno alla facciata principale, l’illuminazione e sistemazione della via che costeggia la facciata laterale. «La popolazione – scrive la Proloco – da quando la chiesa è stata riaperta al culto, sulla scia della secolare tradizione devozionale, è meta di fedeli, nonché di turisti per la sua forte e intensa bellezza monumentale».