Chi sono i tuttologi? Ritratto dei presuntuosi per eccellenza

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Chi è il tuttologo?
Il tuttologo è colui che tutto sa, tutto pensa e tutto dice. È il presuntuoso per eccellenza. Egli vive nella convinzione di possedere la perfetta cognizione dello scibile umano: arte, scienza, tecnica, ingegneria, architettura, medicina, letteratura ma anche cucina, sartoria, ecc.

Beata ignoranza!

La conoscenza è basata sullo studio, la ricerca, l’applicazione, la tecnica (anche tra i lavori manuali), l’aggiornamento continuo. La conoscenza è di coloro che, pur sapendo, non si esibiscono, comunicano attraverso un linguaggio tecnico e specifico, quello delle persone colte, equilibrate, giudiziose.

Il colto è umile, è sempre alla ricerca di conoscenza, è saggio. Egli possiede una capacità innata, un quid, che lo spinge a sapere a sapere, sapere, sapere. Sapere è conoscenza e autoconoscenza, è consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacità. La consapevolezza dei propri limiti dà il coraggio di affrontarli con cognizione di causa. Nobilitare la tuttologia a disciplina sarebbe conferirle un ruolo nel panorama del sapere.

Tuttologo è un termine che, dopo attenta e silenziosa osservazione sugli altri, designa i saccenti, gli arroganti e i presuntuosi (numerosissimi). Sempre, dopo un’accorta osservazione sui tuttologi, ravviso un denominatore comune: l’intuizione.

L’intuizione è una qualità spontanea che se coltivata dallo studio e dalla ricerca porta alla genialità e alla saggezza, se lasciata allo stato di natura porta alla tuttologia, al nulla. L’intuizione da sola non basta: uno scienziato, un ricercatore, intuisce ma osserva, sperimenta, accerta e certifica con studio approfondito una cura, prima di somministrarla e prescriverla ai pazienti (se si tratta di medicina); sperimenta materiali se è un ingegnere; un progetto se è architetto; una didattica innovativa se è un docente, e così via.

Il tuttologo non si cura degli altri, o meglio, appare proiettato verso gli altri ma solo per se stesso, vuole solo apparire, stupire. Il tuttologo è indisponente e può nuocere con i suoi cliché, con i fai da te che lo inducono a esprimere giudizi gratuiti su tutto ciò che lo circonda. Giudizi espressi dall’alto di cotanta “sapienza”.

Ci sono uomini che sanno tutto, peccato che questo è tutto quello che sanno” (Niccolò Machiavelli, “il Principe”).

Alessandra Macrì – Taviano