Centro storico spopolato e in estate nel caos: incentivi a residenti, sgravi fiscali, riviere e vie principali “zone sature”

Stop ad altre attività economiche e lancio di una politica abitativa

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Roberto Piro

Gallipoli – C’è mezza Amministrazione comunale chiamata in causa per frenare da un lato lo spopolamento del centro storico e, dall’altro, l’irrefrenabile trasformazione di residenze in strutture ricettive: il documento articolato e corposo è a firma di Roberto Piro, presidente dell’associazione abitanti e amici del centro storico ma è anche su mandato di altri gruppi culturali ed economici.

Oltre a Piro sottoscrivono analisi e proposte l’associazione culturale Centro storico con Giorgio Cacciatori; Mario Emanuele Barba (foto sotto) dell’associazione B&b; “A cumbriccula” di Daniele Suez; “la spiaggetta” di Sandro Freddo; “Amici della musica” di Franco Mauro. La nota è invece indirizzata al Sindaco Stefano Minerva, al presidente del Consiglio comunale Rosario Solidoro, agli assessori Giuseppe Venneri (Bilancio) e Biagio Palumbo (Centro storico).

Gli scopi Prima di tutto Piro ricorda gli scopi statutari del sodalizio (la promozione delle migliori condizioni di vivibilità del Centro storico e dell’abitabilità): “Crediamo che l’abitabilità dei Centri storici sia il principale obbiettivo a cui mirare per risolvere i tanti problemi che da tale situazione derivano e che determina condizioni di degrado e di abbandono che sono sotto gli occhi di tutti, e non solo nella nostra città”.

Nuove politiche abitative “Crediamo che l’Amministrazione comunale, per contrastare il graduale spopolamento della parte antica e più bella della città, debba mettere in campo politiche abitative per consentire il ritorno di popolazione residente. Tra queste segnaliamo – si legge nella lettera inviata in via Pavia – la possibilità, ovviamente mettendo mano agli strumenti urbanistici vigenti, di intervenire sui  limiti alla trasformazione degli appartamenti in case vacanze, in B & B, o in altre strutture di natura ricettiva turistica”.

Ok allo stop a nuovi ristoranti Viene perciò salutato con favore “lo stop già adottato da questa Amministrazione per le attività di ristorazione, come nella stessa direzione va la proposta già avanzata da questa Associazione di dichiarazione di zona satura per l’occupazione del suolo pubblico su tutte le riviere e sulle vie principali del nostro Centro storico”.

Incentivi da introdurre Secondo l’associazione presieduta da Piro, si potrebbe pensare ad una fiscalità che favorisca la residenzialità, per esempio la riduzione della Tari (tassa rifiuti) e bonus per il recupero di immobili destinati ad abitazione. Inoltre il sodalizio avanza l’idea della “istituzione di un fondo di rotazione che consenta di mettere a disposizione dei residenti fondi da utilizzare per il recupero e la ristrutturazione di immobili, con il vincolo della destinazione esclusiva a civile abitazione”.

Infine sono rimarcate “le situazioni di degrado, più che in altre zone della città, circa la pavimentazione stradale, la pubblica illuminazione, l’arredo urbano, e registra il colpevole ed impunito deturpamento di bei architettonici e monumentali”. Per compensare “almeno in parte” i disagi tipici del centro storico, si chiede un ristoro consistente nel 50% “delle somme introitate dal Comune per occupazione del suolo pubblico, tassa di soggiorno o proventi delle violazioni al Codice della strada”

Contributo per il bilancio ’19 Per questo il sodalizio di via Alessandrelli 15 si augura che le materie indicate siano oggetto di discussione ed approfondimenti in vista del varo del bilancio preventivo di quest’anno da parte del Consiglio comunale.

I numeri dell’agglomerato antico Tra cambi di destinazione, residenze meramente burocratiche, ricettività in nero (e con alloggi buio per tutto il resto dell’anno), quel che è certo è che non è facile neanche per gli uffici comunali disegnare un quadro oggettivo. L’associazione di Piro si basa su numeri della parrocchia: 958 nuclei familiari per 2.068 persone residenti: quanti gli effettivi?

Altri dati I bambini che frequentano la scuola S. Chiara sono una quarantina per cinque classi. A fine settembre 2015 i dati Istat davano 2.150 residenti con stime che in agosto facevano lievitare il numero ad almeno 5mila e con 2.628 tonnellate di produzione di rifiuti.

Biagio Palumbo

Le prime reazioni “Valuteremo le proposte ricevute con la dovuta attenzione – dice l’assessore Palumbo, che ha partecipato a due incontri con i soggetti della città vecchia. entro storico. “Approfondiremo le questioni contenute nella nota, senza dimenticare però che circa le precarietà accennate, alcune sono in via di soluzione (illuminazione pubblica), altre in attesa di finanziamento (pavimentazione stradale) e su altre (Purità, ctutela e illuminazione) si sta lavorando”.

“Dunque abbasso gli investimenti, chiudete tutto ed evviva i luoghi per pensionati e dormitori”: di getto, il consigliere Sandro Quintana posta questi commenti su facebook. “Certo che chi scrive queste cose – continua – non fa altro che alimentare la morte economica di questa città. Un conto è regolamentare e far rispettare le regole altro è impedire gli investimenti”.