Centro storico di Gallipoli: i pass rilasciati in deroga ai divieti di circolazione diventano un caso che finisce in Procura

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Gallipoli – Finisce alla Procura della Repubblica a Lecce il caso sollevato dai consiglieri di Gallipoli Futura relativo ai pass rilasciati dal Comune e vistati dal Sindaco in deroga al divieto di circolazione nel centro storico.

Lo hanno annunciato questa mattina il capogruppo Flavio Fasano e il consigliere Giuseppe Cataldi, i quali hanno segnalato il comportamento, a loro dire, omissivo del comandante della polizia urbana cui era stata indirizzata la richiesta di conoscere i destinatari dei permessi finora rilasciati: 152 in 39 giorni di ztl entrata in vigore l’11 aprile (dall.

A questi dati, forniti su istanza dei due consiglieri nei giorni scorsi dal comandante dei vigili urbani, gli stessi consiglieri avevano fatto seguire una ulteriore richiesta per conoscere appunto i nominativi di quanti ne hanno goduto. A questa seconda istanza la risposta è stata negativa.

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Scrive il capo della polizia urbana: “I dati di cui si richiede l’elenco si riferiscono ad autorizzazioni rilasciate in base all’articolo 11 del regolamento comunale e rientranti nella facoltà del Sindaco o dell’assessore delegato, ragion per cui lo scrivente non è in grado di fornire le motivazioni poste a fondamento di tali ulteriori decisioni”. Considerato tutto ciò, il comandante afferma di non conoscere l’elenco dei beneficiari richiesto e quindi non può ovviamente fornirlo “poiché gli stessi potrebbero aver addotto motivazioni meritevoli di tutela previste dal GDPR 2016/679”.

“Il comandante, dottor Antonio Morelli è stato consigliato male – attacca Fasano – poiché il diritto dei consiglieri comunale di accesso agli atti si basa sulla legge Testo unico degli enti locali del 2000 che stabilisce che i consiglieri hanno il diritto di ottenere tutte le notizie e informazioni in possesso del Comune”. Tale esplicito passaggio è contenuto anche nel regolamento comunale, “cambiato già due volte da questa Amministrazione comunale”.

Non regge, secondo Fasano e Cataldi, l’obiezione che si tratta di “atti segreti” per motivi di privacy “perché dal numero di targa si risale facilmente all’interessato”. “I casi in cui sono possibili deroghe alla ztl – incalzano gli oppositori – sono già disciplinati precisamente dal regolamento vigente, che noi non abbiamo approvato, dove si parla anche di “casi eccezionali e particolari su cui possono intervenire il Sindaco o l’assessore delegato”.

Gallipoli Futura ha chiesto perciò il sequestro degli atti, facendo notare che in calce ad ognuno di questi permessi c’è un timbro con su scritto “visto, si autorizzi – Sindaco Stefano Minerva”. GF non crede ovviamente che si tratti di 152 pass (uno a firma di un consigliere comunale) con motivazioni “particolari ed eccezionali”.

La “contraddizione” “Con questa linea di comportamento l’Amministrazione comunale non solo smentisce se stessa (essendoci stata anche una commissione per tagliare i pass superflui, annunciando di averne cancellati 1.200) ma arreca – rimarca Fasano – ulteriori disagi a coloro che nel centro storico abitano e vivono”.

Tesi sostenuta con questi numeri: i residenti in possesso di auto sono 520; coloro che ne hanno più di una ammontano a 400; gli stalli sono 350 “quando non vengono diminuiti dalla concessione di suolo pubblico”. “Ecco il danno aggiuntivo creato a questi concittadini, già in difficoltà quando devono trovare un posto per parcheggiare. Abbiamo tolto ai proprietari di immobili non residenti i pass e poi li distribuiamo agli amici degli amici?”, la conclusione di Fasano che ha auspicato che la Procura “si attivi con solerzia”.

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