Cattivi odori: la questione finisce in Parlamento. Ecolio2 si tira fuori: “Tutto nelle norme e nei limiti”

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Francesco Villanova

Salve – E’ ancora allarme per le emissioni maleodoranti che interessano i territori di Salve, Morciano di Leuca, Presicce e Acquarica del Capo. Dopo l’incontro in Provincia dei Sindaci con il responsabile del servizio Ambiente, ingegnere  Rocco Merico (Poggiardo), e dopo la nascita del comitato spontaneo costituitosi intorno alla vicenda, la questione arriva in Parlamento con una interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice Loredana De Petris (Gruppo misto – Leu).

“A seguito delle numerose segnalazioni e dell’apprensione che si è diffusa tra le popolazioni di questa zona a causa delle emissioni odorigene di origine tuttora sconosciuta – afferma il Sindaco di Salve, Francesco Villanova – il gruppo Salve unita e plurale, componente del gruppo di maggioranza Con noi per Salve, si è fatto promotore di una interrogazione parlamentare depositata il 24 ottobre a firma della senatrice Loredana De Petris indirizzata al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa”.

Tali emissioni, infatti, risultano essere particolarmente intense a seconda delle direzione dei venti e creano forti disagi per i cittadini tra cui difficoltà respiratorie e irritazioni. Dalle segnalazioni dei residenti nei Comuni interessati dal fenomeno, le emissioni sarebbero riconducibili al processo di trattamento dei rifiuti liquidi dell’impianto Ecolio 2, situato in località Spiggiano Canale, al confine tra Presicce e Salve, dove è ubicato anche un depuratore di proprietà della Provincia di Lecce, gestito dall’Acquedotto pugliese. Nell’interrogazione si sostiene che sono tuttora sconosciute le origini delle emissioni, né sembrano essere stati attivati controlli e monitoraggi”. Si rileva inoltre che il perdurare della situazione è fonte di apprensione per la popolazione, soprattutto a causa dell’assenza di informazioni e di dati certi.

Nel documento inviato al ministro che dovrà rispondere, inoltre, per il principio di precauzione, si ritiene necessario che la Regione e gli altri enti competenti (Arpa e Dipartimento di prevenzione della Asl), d’intesa con i Comuni, provvedano ad attivare i controlli, visto il potenziale rischio sanitario cui la popolazione potrebbe essere esposta: nell’area coinvolta dalle emissioni insopportabili, infatti, insistono già numerose criticità ambientali (ex discarica di Burgesi fra l’altro) e con l’incidenza delle malattie tumorali aumentata negli ultimi anni.

Le ragioni di Ecolio2 In attesa della risposta ministeriale, va detto della presa di posizione dei titolari della Ecolio2 che non ci sta a fare il capro espiatorio ed adduce le sue buone ragioni con l’ingegnere Daniela Trevisani. Dopo aver illustrato il funzionamento dell’impianto (distillazione sottovuoto in circuito chiuso e a basse temperature e non utilizza nessun rifiuto come combustibile né esiste alcun incenerimento), la rappresentante aziendale aggiunge: “Il nostro impianto è sottoposto a controlli sia da laboratorio interno che da laboratori terzi e non emergono situazioni che possono far collegare questi lamentati miasmi con la nostra attività. Di certo – si sottolinea –  il nostro non è l’unico impianto rifiuti presente nel Sud Salento”. Infine una rassicurazione Le analisi delle emissioni dei nostri impianti e di tutte le altre matrici ambientali, non hanno mai evidenziato presenza di elementi tossici per la salute e non vi è stato mai superamento dei limiti prescritti dagli organi competenti”.