Castello Acquaviva, la proposta: passare dal museo ai sotterranei

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Nardò 1.inddNardò. Fare del “nuovo” torrione un contenitore culturale: è questo l’obiettivo. Eppure c’è chi proprio a Palazzo Personè, accanto all’ala appena restaurata, da almeno cinque anni ha creato un attivo centro culturale. È il “Museo della civiltà contadina e delle tradizioni popolari”, gestito dagli “Amici del Museo di Porta Falsa”, associazione presieduta da Riccardo Quaranta. Dal 2011 il museo ha sede in alcune sale del castello, esponendo un patrimonio frutto di mezzo secolo di ricerca. Andrea Barone (a sinistra) e Paolo Marzano (a destra) raccontano l’esperienza vissuta in questi anni nel museo. «I visitatori che vengono a trovarci – spiega Barone – domandano subito: “Possiamo visitare il castello?”. A questa domanda siamo costretti a rispondere: “È visitabile solo questa ‘porzione’”. E poi servirebbero punti di informazione turistica anche all’ingresso del centro storico». È d’accordo Paolo Marzano: «La riapertura del torrione porterà a visite guidate e nuovi spazi fruibili. Si potrebbe passare dal museo della civiltà contadina all’archeologia, passando per i sotterranei del castello con l’ausilio di supporti tecnologici. I castelli, nati come fortezze chiuse, devono diventare strutture “emittenti”». Il prossimo passo, più volte annunciato, è adesso quello di “svuotare” Palazzo Personè, trasferire gli uffici del Comune (che sono a Palazzo Personè dal 1934) nel centro storico.