Caso Sonia Marra: dopo 15 anni resta senza un colpevole l’omicidio della studentessa di Specchia

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Specchia – A distanza di oltre 15 anni le indagini sulla scomparsa di Sonia Marra tornano al punto di partenza. La Corte di Cassazione ha, infatti, assolto in via definitiva l’ex Forestale di Marsciano Umberto Bindella, finito sotto processo con l’accusa di avere ucciso la studentessa di Specchia e di averne poi occultato il cadavere, di fatto mai ritrovato.

La 25enne studentessa scomparve dalla sua abitazione di Perugia la notte tra il 16 e il 17 ottobre del 2006, senza lasciare notizie di se. Nel gennaio del 2019 il caso sembrava potersi riaprire quando la Corte d’Appello di Perugia accolse la richiesta della procura generale di riaprire il processo a carico di Bindella, con cui Sonia avrebbe avuto una relazione, già assolto “per non aver commesso il fatto” nell’ottobre del  2017 (dopo sei anni di processo) dalle accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere (quando la Procura aveva chiesto 24anni di carcere). Il processo di primo grado portò all’assoluzione anche del 35enne Fabio Galluccio, il finanziere amico di Bindella, per il quale si ipotizzavano i reati di concorso nell’occultamento del cadavere ovvero di favoreggiamento.

La nota della famiglia

Sonia Marra

«Dopo quattordici anni e quattro mesi di questo dramma devastante, la famiglia ha appreso che – secondo una sentenza oramai definitiva – Sonia è stata uccisa “il 16 novembre 2006 tra le 16,20 e le 19,00”, ed il suo corpo “è stato occultato in maniera così abile da resistere al trascorrere del tempo”. A questo dato sconvolgente – si legge in una nota diffusa dall’avvocato Alessandro Vesi, a nome della famiglia Marra – si somma la statuizione che l’omicidio di Sonia Marra non appare frutto di un dolo omicidiario d’impeto, ma più verosimilmente di un dolo di premeditazione, prodotto di una mente criminale raffinata che aveva programmato, con anticipo, luogo e modalità del delitto e dell’occultamento del cadavere. Sonia Marra è stata uccisa da uno spietato assassino attualmente in libertà, circostanza questa che dovrebbe far riflettere anche l’intera collettività. I familiari di Sonia – prosegue la nota – non hanno nemmeno un corpo ed una tomba su cui piangere e chiedono risposte a legittime domande che attendono da ormai troppi anni, su cosa sia accaduto il 16 novembre del 2006 e su dove sia stato occultato il cadavere. È loro ferma intenzione lottare e impegnarsi fino all’ultimo affinché sia fatta luce sull’omicidio di una figlia e di una sorella certi che le istituzioni faranno la loro parte per cercare, pur a distanza di tempo, i resti di una studentessa di 25 anni, arrivata a Perugia per studiare».

Secondo l’accusa, Bindella avrebbe ammazzato Sonia e ne avrebbe nascosto il cadavere dopo una lite dovuta ad una presunta gravidanza della giovane. Dalle indagini sarebbe emerso come Sonia Marra, poco prima della sua scomparsa, avesse acquistato un test di gravidanza e prenotato una visita ginecologica, alla quale, però, non si sarebbe mai presentata.