Caso “firme false” per le elezioni 2016 a Nardò: la Procura dispone il sequestro dei faldoni

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Giuseppe Mellone
Giuseppe Mellone

Nardò – C’è l’inchiesta (ora è ufficiale) ed anche il sequestro del faldone contenente le 190 attestazioni originali collegate alle otto liste che nel 2016 sostennero a Nardò la candidatura a sindaco (poi risultata vincente al ballottaggio) di Giuseppe Mellone.

Il fascicolo d’indagine è stato aperto dopo l’esposto presentato da quattro candidati al Consiglio comunale di Nardò che, alcune settimane fa, hanno reso noto come le firme apposte sui moduli di candidatura non fossero le loro autografe, ma quelle apposte maldestramente da altri. In sostanza “firme false”. E le loro non sarebbero le sole, visto che potrebbero esserci anche altri casi simili riguardanti altre candidature, sempre per candidati nelle liste melloniane. Ciò getta un’ombra sulle elezioni del 2016 che potrebbe (il condizionale è quanto mai d’obbligo) aver ripercussioni anche sulle prossime, in calendario per il prossimo autunno, con Mellone già sicuro candidato alla rielezione. Al sequestro disposto dalla Procura di Lecce fanno seguito le reazioni politiche in città, con il diretto interessato, Mellone, che parla di “accuse calunniose prive di fondamento”.

Le reazione

«La notizia recente che riferisce del sequestro da parte della Magistratura degli atti e degli elenchi riguardanti le firme dei candidati nelle liste che appoggiavano nel 2016 la candidatura di Giuseppe Mellone a sindaco di Nardò, è la conferma esplicita che proseguono e vengono approfondite le indagini su questa brutta vicenda di firme probabilmente apocrife, che Mellone avrebbe con piena coscienza convalidato come autentiche. Verosimilmente, gli investigatori avranno maturato il fondato sospetto che possa rispondere a verità quanto narrato negli esposti che hanno dato il via alle indagini», fa sapere Rino Giuri (già rappresentante responsabile della lista del Pd alle elezioni comunali del 2016), parlando di “una situazione di estrema gravità, nella quale non si può accettare con noncuranza che, in presenza di tali pesanti sospetti, l’avvocato Mellone possa continuare a gestire il potere e le facoltà connessi alla carica di sindaco della città di Nardò». Da Giuri parte, senza mezzi termini, la richiesta che Mellone sia “sollecitamente allontanato dalle attuali sue funzioni di amministratore, in attesa che la posizione dello stesso di fronte alla legge venga chiarita dall’Autorità giudiziaria”.

«Se fosse vero Mellone deve dimettersi subito”, replica Giuseppe Cozza, candidato sindaco per “Officina cittadina”, sottolineando il “silenzio” di altri candidati e dello stesso Mellone. «Se per ora non risponde a me e ai suoi concittadini, presto dovrà rispondere a qualcun altro, non in sede politica ma in ben altra sede». Da Cozza parte una domanda precisa al Sindaco: «Spieghi se lei ha autenticato, nella sua qualità di pubblico ufficiale, le firme delle quattro persone che hanno denunciato trattarsi di firme false, perché non sono le loro».