Caso “firme false” a Nardò, per il candidato Losavio “Mellone è indagato”; la replica: “Accuse ridicole”

321

Nardò – «Il sindaco di Nardò, Giuseppe Mellone, è ufficialmente indagato dalla Procura della Repubblica di Lecce per il caso “firme false”»; «Apprendo da un candidato sindaco l’incedere di procedimenti ed indagini. Che al sottoscritto, però, non risultano». Classico botta e risposta a Nardò anche sui provvedimenti che la magistratura avrebbe adottato nei confronti del sindaco Mellone in relazione alle presunta falsificazione delle sottoscrizioni sui moduli di accettazione della candidatura. Nelle scorse settimane erano stati quattro esponenti protagonisti di quella tornata elettorale a denunciare la questione con un esposto in Procura, non riconoscendo le proprie firme.

«L’epilogo era chiaro sin dall’inizio, nonostante il tentativo di insabbiamento da parte della maggioranza: c’è un’indagine della magistratura sul caso dei moduli elettorali falsificati alle elezioni 2016», fa sapere il candidato sindaco alle prossime elezioni Pierpaolo Losavio, sostenuto dalle liste “Impegno civico per Nardò”, “Svegliati Nardò”, “Artigiani e commercianti”, “Lista Losavio Sindaco”. Lo stesso Losavio ha pure parlato di “altri candidati nelle liste di Mellone del 2016” che avrebbero riscontrato firme “contraffatte”.

Mellone replica: «L’accusa sollevata dall’opposizione era e resta ridicola, intempestiva (essendo stata partorita dopo cinque anni) e calunniosa. Poi, fisiologicamente, a una denuncia corrisponde l’apertura di un fascicolo d’indagine. Lo sanno anche i bambini, ma non evidentemente loro. In campagna elettorale parleremo di quello che abbiamo fatto, di come abbiamo cambiato la città, di quello che faremo nei prossimi cinque anni».