Case e letti in “nero” troppi contro i regolari

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GALLIPOLI. Dalla “cedolare secca” che metta in maniera equa davanti al fisco tutti i privati che affittano immobili e magari un albo a loro riservato, ad una nuova legge regionale sul turismo, tanto cambiato in Puglia da quando fu varata quella in vigore data 1999: l’estate che si avvicina e che mostra avvisaglie promettenti di gente a passeggio su corso Roma o lungo le riviere, porta anche pensieri non proprio rilassanti. Come fare a contrastare l’enorme massa di soldi esentasse? Su cosa agire per bloccare la feroce concorrenza sleale di chi non versa un euro di tributi perché ignoto? Quali controlli rinforzare a più di un anno dall’entrata in vigore del patto per la sicurezza e lo sviluppo? Stefan Carlino, operatore turistico da quasi 28 anni e presidente dell’associazione che li aggrega, approfittando della richiesta della Prefettura di segnalare proposte per regolamentare il Distretto turistico formalmente nato nel marzo 2016, le ha messe in fila. Analoga relazione ha inviato alla Commissione Bilancio della Camera. «I privati fanno poco o nulla; in tanti non comunicano neanche con una Scia. Le affittanze “occasionali” diventano tutt’altro tanto che dovrebbero essere regolamentate come attività vere e proprie con partita iva e tutto il resto»: è lungo l’elenco delle evasioni cercate ed anche quelle di coloro che vorrebbero mettersi in regola ma trovano un sistema complicato e opprimente.

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