Casarano tra simboli, cultura e identità: riflessioni nella Giornata della Memoria

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Cosa è rimasto della Casarano, comunità dalla sensibilità e dall’umanità grande. Città dalla grande cultura, legata a simboli e iniziative che la vedevano eccellenza in tutto il basso Salento. Non è rimasto niente, non si vede una visione di comunità, di promozione culturale ne si vede uno spiraglio di visione nel quale guardare con speranza la rinascita della comunità casaranese. Casarano è la città che ha dato la cittadinanza onoraria a don Ciotti perché credeva nella legalità come promozione sociale ed economica. Sulla sede comunale sventolava la bandiera della pace, all’ingresso della città era scritto Casarano “città di pace”.

Simboli questi che davano identità e valori primari alla comunità. Oggi tutto questo è sparito ed è sparita anche la volontà reale di trasmettere alle nuove generazioni il valore di questa Giornata, avere sensibilità e valori nel ricordare e trasmettere in cosa rappresenta la Giornata della Memoria, cosa significa trasmettere alle nuove generazioni la cultura della legalità, della pace tra i popoli, cosa è la libertà di manifestare le proprie idee senza che qualcuno lo impedisca. Essere a capo di una comunità (sindaco e giunta) è tutto questo e non solo questo. Poi si possono fare le passerelle con la fascia tricolore e aumentare il proprio ego ma non si sarà mai una persona che con il proprio impegno civile ha dato un contributo reale alla crescita civile e sociale della propria comunità.

Cosimo Dei Baroni – Casarano

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