Casarano perde la guida dell’Aro: vince Parabita, minoranze scatenate

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Casarano. Il comune di Parabita viene individuato come capofila dell’Ambito di raccolta ottimale n. 9, ente sovraterritoriale composto anche da Casarano, Ruffano, Miggiano, Montesano Salentino e Specchia, e in città scoppia la polemica.

Udc, Pd e Liber@città parlano di “sonora bocciatura” per Casarano, che, nonostante sia il comune più popoloso e importante dell’Aro, non è riuscito a garantirsi la guida dell’ente chiamato a disciplinare il servizio di raccolta e di gestione dei rifiuti.

Secondo i consiglieri di minoranza Attilio De Marco (Udc), Francesca Fersino (Liber@città) e Gabriele Caputo (Pd) si tratta di una “sconfitta” che si inserisce nella “progressiva e inarrestabile perdita di leadership del comune di Casarano, a discapito della cittadinanza e del territorio”. De Marco ha parlato di un “vero e proprio schiaffo dato alla città e a chi la rappresenta” mentre la Fersino, già nel Consiglio comunale di febbraio nel quale di approvava la nuova convenzione ribadì che “Casarano deve ritornare ad essere il motore di un territorio e non la ruota di scorta”.. Che Casarano potesse (e dovesse) rimanere alla guida dell’Aro veniva da più parti considerato quasi ovvio e scontato, non fosse altro per il numero di abitanti e per l’estensione terriotoriale del Comune.

La questione assume tratti ancora più preoccupanti, a dire dei consiglieri di opposizione, visto che i comuni facenti parte dell’Aro appartengono tutti alla stessa parte politica del sindaco di Casarano, Gianni Stefàno, ovvero al Pdl.

Di diverso avviso, invece, il Primo cittadino.

«Ogni sindaco – chiarisce Stefàno – ha la dignità istituzionale per rivendicare al proprio comune la presidenza dell’Aro. Peraltro, abbiamo deciso che il presidente resterà in carica per due anni, proprio per garantire una turnazione più frequente alla guida dell’Ambito. Il mandato potrebbe essere anche più breve in casi di commissariamento del Comune. È il caso di precisare, però, che l’Aro è ben diverso dal vecchio Ato. È vero che dovrà gestire la gara per l’affidamento dell’appalto di raccolta, ma poi ogni comune intratterrà rapporti diretti con l’azienda, sia per i pagamenti che per la gestione del servizio. Da questo punto di vista, è necessario fare chiarezza, in quanto non stiamo parlando di entità come Area Vasta».

Secondo il sindaco, quindi, non si tratta assolutamente di una sconfitta di carattere politico, né tanto meno di una perdita di leadership, ma di un “ragionamento comune” maturato insieme ai sindaci degli altri Comuni interessati.

Alberto Nutricati