Casarano: è frattura nel movimento “Centro cristiano democratico”

Invitato ad intervenire il "padre nobile" Claudio Casciaro

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Casarano – È frattura ormai ufficiale, a Casarano, all’interno del gruppo “Centro cristiano democratici” di Casarano. Con una nota, sono l’assessore Matilde Macchitella ed il consigliere capogruppo Antonio Torsello a prendere le distanze dall’ex assessore Adamo Fracasso e dal consigliere Giampiero Marrella, eletto in Direzione Italia e poi confluito in Puglia Popolare e nel movimento cittadino Cdc.

Proprio i rapporti tra questi due movimenti politici sono al centro dell’intervento di poche ore fa firmato Macchitella- Torsello con il quale si ribadisce che “è arrivato il momento di fare le dovute differenze e chiarire le rispettive posizioni”. Il riferimento è all’accordo elettorale stretto tra Cdc e  Puglia Popolare, “fatte salve le reciproche identità e differenze”. «Oggi – si legge nella nota – è noto che Puglia Popolare, a partire dalle elezioni provinciali sino alla presenza in giunta regionale del suo esponente di spicco, è schierata con il Pd e affiancherà Emiliano nelle prossime elezioni regionali».

Per questo Macchitella e Torsello ribadiscono la volontà di rimanere “movimento cittadino indipendente, integrato in una coalizione di centro destra a fianco del sindaco Stefàno”. Sotto accusa “l’ambiguità di linea” di Marrella (a lungo in predicato di prendere in Giunta il posto di Adamo Fracasso, sfiduciato in estate dal sindaco Stefàno, poi passato alla stessa Macchitella).

Agli scontri in Consiglio  comunale (il 29 novembre è stato in bilico il numero legale), hanno fatto seguito le recenti polemiche sul recupero delle imposte comunali. «Non possiamo esimerci dal rendere noto che è stata convocata una conferenza stampa a nome del Cdc senza neppure informare i suoi rappresentanti istituzionali. È evidente – continua l’ultima nota – che si utilizza il simbolo del Movimento per dare parvenza politica ad un attacco che ha motivazioni e fini personali e non certo di utilità pubblica».

Per concludere c’è l’appello al “padre nobile” del Cdc, Claudio Casciaro, “che ha ritenuto di fare un passo indietro rispetto alla vita politica attiva in quanto presidente del Comitato civico “Pro Ferrari”, chiediamo se può acconsentire così a cuor leggero che del Movimento da lui fondato possa anche solo dubitarsi da che parte stia”.