“Casarano come Codogno”, è polemica in città. Ok per la spesa a domicilio. E c’è una foto che fa pensare al Patrono

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Casarano – Anche a Casarano si potrà provvedere alla consegna a domicilio dei farmaci e della spesa per quei cittadini che, vista l’emergenza sanitaria in atto, ne facciano richiesta preferendo non uscire di casa.

La novità, stante la situazione di stallo che andava avanti da settimane, è contenuta nell’ordinanza con la quale quest’oggi il sindaco Gianni Stefàno autorizza la consegna a domicilio di beni di prima necessità (farmaci o generi alimentari), vista la richiesta in costante aumento e “considerato che fino ad oggi il servizio di consegna a domicilio dei beni di prima necessità è stato garantito soltanto dal personale della Protezione civile”. Tale servizio potrà essere svolto dalle attività di ristorazione e somministrazione “già in possesso di tutti requisiti igienico sanitari previsti dalla normativa vigente”.

La spesa a domicilio

Casarano, non senza polemiche (le opposizioni hanno interessato del caso anche il Prefetto) è stato finora uno dei pochi Comuni a non avere degli elenchi di attività disposte a consegnare la spesa a domicilio, anche perchè una precedente ordinanza sindacale ne ha fatto finora espresso divieto.

La consegna potrà ora avvenire da parte di personale volontario, nonché degli esercenti che ne facciano richiesta, previa comunicazione all’Ufficio competente comunale (Suap). Occorrerà presentare una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) sul portale www.impresainungiorno.gov.it, rispettando le misure di contrasto
e contenimento dell’emergenza da Covid -19 (consegna con guanti, mascherina e altre precauzioni, favorendo anche il pagamento differito). L’attività di consegna dovrà, inoltre, essere effettuata esclusivamente dalle ore 9 alle 20.

“Casarano come Codogno”, non si spengono le polemiche

Non si spegne, intanto, l’eco delle polemiche suscitate dall’intervista rilasciata dal sindaco Gianni Stefàno al Tg Regione nella quale, lamentando una comunicazione “farraginosa” con i vertici regionali circa il numero (quattro finora) e l’identità dei contagiati, la città è stata accostata alla tristemente nota Codogno (la cittadina lombarda epicentro del contagio). A titolo di esempio Stefàno ha riferito di una persona “con parenti stretti contagiati” che nelle scorse settimane “se ne andava tranquillamente in giro”. «Non c’è da preoccuparsi ne da fare la caccia al nome. La persona in questione sta bene ed è in quarantena», ha poi spiegato in un post su Facebook il Sindaco.

Ritenendo “inopportuno” il paragone con Codogno, la locale sezione del Partito democratico è intervenuta anche per segnalare la “caccia agli untori” scatenatasi. «Ci hanno fortemente indignato per l’inopportunità del confronto e per il risultato finale di tali dichiarazioni; la nostra città – si legge nella nota del Pd con le “scuse alla città di Codogno” – si è, improvvisamente ed ingiustamente, ritrovata in una morsa di terrore che ha scatenato una immediata sorta di “caccia agli untori”, al punto da suggerire al primo cittadino di rettificare nel pomeriggio le proprie dichiarazioni».

La foto

Intanto, sempre a Casarano, è argomento di discussione una foto postata su Facebook (realizzata con una lunga esposizione) nella quale sembra fare capolino una figura molto cara ai casaranesi, ovvero il patrono San Giovanni elemosiniere.