Carnevale n. 79: a Gallipoli cala il sipario tra grandi applausi per il ritorno dei carri. Ma il quinto classificato rifiuta il premio e parte all’attacco

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Gallipoli – Conclusa la 79esima edizione del Carnevale gallipolino con la sfilata di martedì 25 febbraio, i protagonisti tirano le somme, tra soddisfazioni in termine di partecipazioni ed esibizioni artistiche, e con qualche polemica finale legata ai responsi delle giurie.

Una delle migliori edizioni degli ultimi anni”, commentano gli addetti ai lavori, in particolar modo per la grande partecipazione di dieci gruppi mascherati locali e dei paesi limitrofi (Castro, Melissano, Casarano e Taviano) e per il tanto atteso ritorno dei carri allegorici: sei, con cinque in gara (uno in più rispetto alle precedenti edizioni) e uno piccolo fuori concorso.

“Un successo d’altri tempi”

“Possiamo dire che è stata decisamente un successo – afferma il Sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva – abbiamo messo l’impegno e tutta la buona volontà per riportare questo evento ad essere uno dei migliori in Puglia, tra carri allegorici, sfilate e gruppi mascherati. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile l’evento e a Telenorba, che ha portato il Carnevale in tutte le case pugliesi rendendolo più popolare. Qualche giorno di riposo e ricominceremo con i lavori per l’80esima edizione”.

Soddisfazione piena da parte del direttore artistico Alberto Greco, che ringrazia l’Amministrazione, la polizia locale e tutti coloro che hanno fatto in modo che la kermesse funzionasse alla grande. “Un grazie anche ai tre presentatori di eccezione – aggiunge – Alessia Cuppone (Galatone), Tony Piteo e Roberto Treglia (Taurisano) che hanno condotto la manifestazione, una delle migliori per presenze e per lo spettacolo offerto. Nonostante i tempi ristretti (i preparativi sono iniziati praticamente dal 10 gennaio) siamo riusciti a toccare i tasti giusti”, conclude Greco.

La classifica finale

Alberto Greco

L’edizione numero 79 ha visto vincitore il carro “Mare d’amare, impegno da attuare” del gruppo “Siamo noi”, coordinato da Davide Scarpina e Giovanni Pacciolla; al secondo posto il carro “Il regalo mio più grande” del Team fratelli Coppola, coordinato da Stefano Coppola; al terzo posto “Purginella”, del Team Carnival coordinato da Oreste Scorrano; al quarto posto “Il gigante” del Comitato festa di Santa Cristina coordinato da Benito Carrozza insieme all’associazione Fideliter Excubat ed al quinto posto il carro “Madre natura” del gruppo di Franco Monterosso, tutti con pochissimi punti di differenza l’uno dall’altro. Fuori gara il carro di seconda categoria “Le radici di una nuova era” di Fideliter Excubat.

“Felicissimi di questo primo premio – affermano i vincitori – abbiamo cercato di fare un carro dal tema significativo ed attuale, l’inquinamento del mare, ed evidentemente il messaggio è arrivato ed è stato apprezzato. Nel nostro cuore ovviamente ci speravamo, anche per il tanto lavoro effettuato visto che ogni pezzo del carro è nuovo, creato per l’occasione”.

Dalla gioia all’amarezza

Grande la delusione manifestata invece da Franco Monterosso che durante la fase finale in segno di protesta non ha voluto ritirare il premio. “Sono stato declassato in modo scandaloso – afferma Monterosso – sono 35 anni che sono sulle scene del Carnevale gallipolino e mi sento umiliato, c’è un grande lavoro anche quest’anno dietro al mio carro”.

“Ho lavorato chiuso nei capannoni 40 giorni – rimarca Monterosso – per creare i tanti pezzi di cartapesta da cui è composto il mio carro, come vuole la tradizione dei maestri cartapestai gallipolini. Ed alla fine mi ritrovo dietro a dei carri che non si capisce nemmeno di che materiale siano fatti. Forse chi ci ha giudicati ultimi non era competente a giudicare la cartapesta in questo tipo di manifestazioni. Per fortuna tanta gente dopo mi ha fermato per darmi ragione e per dirmi che non era assolutamente d’accordo con le votazioni che erano state fatte”.

Applausi al direttore e critiche per le polemiche 

Per quanto riguarda i gruppi mascherati in gara invece, si sono classificati al primo posto “Il Nascondiglio 2.0” di Gallipoli insieme ad Immaginosity con “L’Atelier delle arti”; secondo classificato invece il Rione Campo dei fiori di Melissano con “Mare d’amare” e terzo posto per il Rione Ora di Melissano con “Senza parole: talenti diversi per grandi capolavori”. Grande successo anche per i due gruppi del Titoru, realizzati dalle associazioni gallipoline  “Li vagnuni te sciaroccu” e dall’Oratorio Anspi San Lazzaro.

Una bellissima edizione, con il ritorno dei carri ed un grandissimo Alberto Greco come direttore artistico – afferma la presidente della Pro loco di Gallipoli, Lucia Fiammata – per i gruppi mascherati, credo che siano stati premiati l’originalità e la coerenza con il tema rappresentato. In riferimento invece alle polemiche, credo invece che al di là di tutto l’importante è che si porti avanti il nome di Gallipoli, senza rivalità: in questo modo il nostro Carnevale sarebbe ancora più gioioso”.

“Ci è mancata un po’ di gioia in più”

È mancato lo spirito giocondo e spensierato – conclude Roberto Treglia, uno dei presentatori e presidente di Poiefolà, in riferimento alle polemiche -. continuo a sentire sempre un costante malcontento, sempre lamentele per un qualunque cenno o sospiro. Carnevale assume così toni pesanti che sembra quasi di vivere il periodo dell’inquisizione. È la festa del “poco” che con “poco” permette di divertirsi senza remore. Non è bello sospettare continuamente di chiunque, solo perché non si sale sul podio”.