Capodanno senza “pupi” da bruciare: c’è il Covid, Gallipoli si rassegna

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Gallipoli, lo sparo dei pupi

Gallipoli – Motivi per cancellare, magari per “bruciare”, il 2020 non mancano certo ma, ironia della sorte, proprio quest’anno i gallipolini dovranno rinunciare al tradizionale “Sparo del Pupo” della notte di San Silvestro. Il “Rito del fuoco” con il quale si è soliti dare alle fiamme i vari “Pupi” di cartapesta come rito propiziatorio per il nuovo anno non potrà esserci, ovviamente per il Covid. L’evoluzione della curva del contagio non sembra (al momento) promettere nulla di buono, e ci sono sempre da rispettare le prescrizioni anti-assembramento.

A darne comunicazione, sui social prima ancora che con note ufficiali al Comune, sono i vari gruppi che da anni rinnovano la tradizione di quest’evento tutto gallipolino. Il  gruppo “Ampalea dei Leoni” fa sapere: «Sapete..?? Per noi questi erano giorni di unione, insieme per realizzare – U Pupu te Caputannu-, ma forse tutto questo, quest’anno non potrà avvenire. Forza, insieme ce la faremo e torneremo a festeggiare nel nome della tradizione».

“Solo un miracolo potrebbe cambiare le cose”

A questo post ha fatto eco il  “Gruppo Arbacani” che, sempre su Facebook scrive: «Vista l’emergenza sanitaria che sta colpendo il nostro paese e tutto il resto del mondo noi quest’anno facciamo un passo indietro, non organizziamo nulla per la notte di S.Silvestro 2020…Inutile prenderci in giro o girarci intorno, non ci sono i presupposti né per realizzarlo non garantendo la distanza tra di noi, né per mantenere il distanziamento sociale durante l’accensione.  Con amarezza, al prossimo anno!».

Achille Maggino

«Solo un miracolo potrebbe far cambiare idea, ma le notizie poco rassicuranti che arrivano, e l’incalzare del Covid, allontanano sempre di più la speranza di chiudere pure quest’anno in bellezza, con lo sparo del pupo», dice sconsolato Achille Maggino, un po’ l’anima degli artisti gallipolini della cartapesta. In gruppo (allo stesso modo con cui costruiscono i carri allegorico-grotteschi per il Carnevale, si dedicano fin dall’estate alla realizzazione dei numerosi fantocci in cartapesta, che poi si fanno bruciare e saltare in aria con consistenti e numerosi petardi, nei diversi quartieri della città. Negli ultimi anni, poi, si era aggiunto (pure per dar soddisfazione a quelli dei paesi vicini, che nelle ore serali affollano la città)  la sera del primo dell’anno (a cura dell’amministrazione comunale)  lo sparo del pupo in piazza Stazione.