“Cantieri bloccati dal nuovo Piano paesaggistico regionale”: a Bari il grido d’allarme dei tecnici

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Lecce – “Cantieri bloccati a causa del nuovo Piano paesaggistico regionale”: il grido d’allarme è quello dei tecnici della provincia di Lecce che hanno illustrato le loro perplessità a riguardo in un’audizione svoltasi presso la quinta commissione consiliare della Regione Puglia.

La delegazione salentina ha presentato un documento evidenziando le criticità che lo strumento di pianificazione territoriale ha generato nella sua applicazione non solo nelle aree costiere, ma anche per i piani particolareggiati e lottizzazioni dell’entroterra già avviati prima dell’entrata in vigore del Pptr. Le richieste avanzate sono quelle per l’attivazione di tavoli di coordinamento, lo snellimento delle procedure e l’univoca interpretazione di alcuni punti nevralgici del Piano in particolare per territori costieri e “fasce escluse”.

A Bari, mercoledì 6 marzo, erano presenti rappresentanti territoriali delle professioni tecniche (ingegneri, geometri, periti industriali, agronomi-forestali, geologi) e delle associazioni datoriali Ance e Confartigianato Lecce.

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Pur apprezzando, in linea di principio, uno strumento realizzato “per consentire le più efficaci azioni di tutela del nostro territorio”, i tecnici mettono in evidenza il tempo che sarebbe stato necessario per eseguire sopralluoghi a tappeto su tutto il territorio regionale “così da scongiurare errori di rappresentazione che oggi nei fatti emergono e che devono essere corretti”. Altro problema quello dei tempi di risposta dei Comuni, “schiacciati tra limitatissime risorse economiche e uffici tecnici carenti delle opportune figure professionali”.

Tutto ciò, concludono, ha provocato “un generalizzato mancato rispetto dei tempi assegnati per l’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al Pptr e, in attesa del perfezionamento dell’iter di messa a regime dello strumento di tutela paesaggistica, si sta determinando il blocco di un numero inaccettabilmente abnorme di cantieri”. Il rischio adombrato e quello che la situazione venutasi a creare possa favorire “deteriori fenomeni di abusivismo”.

 

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