Cancro record, stesso primato da trent’anni

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fernando-daprile“Il Salento ha il primato di morti per tumori tra le province pugliesi”: era un sabato di fine gennaio del 1989 e ad affermare questa brutta verità era un giovane oncologo amante di studi, dati e analisi, il dottor Enrico D’Ambrosio. Aveva registrato che nei precedenti quaranta anni i casi si erano quadruplicati. Anche allora i maschi risultavano particolarmente attaccabili ai polmoni e alla vescica.
Passa una generazione da quell’89 del secolo scorso e che cosa emerge dal report dalle ricerche effettuate fino al 2013 dal Centro salute ambiente, struttura pubblica autorevole e interdisciplinare? Che la provincia di Lecce è sempre capolista e che il numero abnorme di casi si registra ancora in quei punti deboli, polmoni e vescica. Conclusioni che hanno allarmato i corti di memoria e inquietato qualcun altro. E sì, perché se il nostro agire collettivo non brilla certo in efficacia ed efficienza in diversi settori (si pensi alle Ferrovie Sud Est, per esempio), non è detto che questo andazzo debba per forza essere applicato anche in situazioni di vita o di morte. Se squilla l’allarme quasi trent’anni fa circa l’oscura aggressività di questi mali spessissimo letali e oggi ci si ritrova ad annotare la stessa tristissima tendenza, si può mai pensare che è come perdere tempo dietro ai treni Sud Est?
“Solo alla morte non c’è rimedio” mi tranquillizzava mio padre. Giusto, papà, ci sono sempre vie d’uscita in qualsiasi situazione, tranne una, appunto. Ma strillare contro le morti annunciate e poi scordarsene non è tra quelle.