Call center e “commesse” a rischio: sindacati e lavoratori in agitazione. A Casarano coinvolti in 450

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Casarano – Le grandi commesse passano da un’azienda all’altra ed il lavoro precario dei call center diventa ancora più precario. «Gli oltre 3.000 lavoratori della provincia impegnati nei call center vivono una fase di passaggio», fanno sapere le sigle sindacali di categoria (Slc Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil) che stamattina, in concomitanza con il tavolo ministeriale per i call center, hanno indetto un presidio sui principali luoghi di lavoro del settore in provincia di Lecce: Comdata, Transcom e Call&Call, quest’ultimo a Casarano.

In questo caso a creare difficoltà è stata la commessa Enel (passata da Call&Call a Covisian) finendo con il coinvolgere direttamente i circa 450 lavoratori del sito di Casarano. «Tra azienda e sindacati sono in corso trattative per garantire continuità occupazionale ai dipendenti, mantenendo anche la sede operativa a Casarano», garantiscono Cgil, Cisl e Uil.

La clausola di “salvaguardia sociale”

Questo è il punto centrale della questione sulla quale lo scorso giugno la stessa Enel aveva garantito “l’applicazione della clausola di salvaguardia sociale”, che prevede l’obbligo per la società che subentra di riassorbire i lavoratori già impiegati, “conservando condizioni economiche, mansioni e anzianità di servizio anche in caso di cambio appalto”. A determinare l’attuale situazione è stata l’assegnazione della gara di contact center di Enel relativa al libero mercato che esclude la sede di Casarano.

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Il Partito comunista invita a scioperare

Sulla vicenda si registra l’intervento della federazione provinciale del Partito comunista che invita ad aderire massicciamente allo sciopero generale del prossimo 25 ottobre. «Appalti, subappalti, delocalizzazioni di aziende e commesse, sono parti fondamentali di questo sistema economico che ha come interesse il profitto di pochi. Il lavoratore – si legge in una nota – non può decidere un bel niente se non organizzarsi e lottare ed è quello che auspichiamo esprimendo massima solidarietà agli operatori a rischio».

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