Nardò – “L’arbitro è un amico del calcio”: questo è il titolo della serata di riflessione in programma lunedì 7 gennaio, a partire dalle ore 20, presso il centro sportivo Happiness a Nardò. La società organizzatrice Gioventù Granata intende così porre l’accento su una figura troppo spesso oggetto di aspre discussioni, e talvolta anche violenza, in particolar modo nei campionati di più basso rango.

Gli ospiti Sarà un’occasione di confronto con la conduzione del neretino Raffaele Pappadà, cronista delle partite di calcio per l’emittente televisiva Dazn, il presidente della sezione di Lecce dell’Associazione italiana arbitri, l’avvocato Paolo Prato (di Novoli), l’arbitro appartenente alla Can B con tre presenze in massima serie e 77 in cadetteria, il leccese Ivano Pezzuto, e l’assistente arbitrale che nello scorso mese di maggio ha debuttato in Serie A, in un match tra Benevento e Genoa, Alessandro Cipressa di Gallipoli. Saranno presenti anche il consigliere delegato allo Sport Antonio Tondo e il presidente della consulta dello sport Tony De Paola. “L’arbitro è come il pallone: senza non sarebbe possibile giocare”, questo il filo che lega i vari interventi previsti. L’invito della Gioventù Granata è esteso a tutti gli appassionati sportivi, in particolare ai partecipanti dei campionati amatoriali di calcio.

Il cronista di Dazn «Quest’incontro – afferma Raffaele Pappadà – nasce dalla volontà di accorciare la distanza che si è creata in questi anni tra il calciatore amatoriale ma anche il tifoso e l’arbitro, spesso visto con sospetto, quasi come interpretasse il ruolo del cattivo del gioco. Sarà nostro compito far conoscere cosa c’è dietro la divisa: le difficoltà, le responsabilità, la passione, il mettere in conto un certo tipo di atteggiamenti come le proteste, anche se spesso sfociano in atteggiamenti non tollerabili. L’idea – aggiunge il telecronista neretino di Dazn – nasce da alcuni spiacevoli episodi che si son verificati durante tornei amatoriali e l’incontro è stato accolto con entusiasmo da professionisti eccellenti. L’arbitro è un essere umano così come lo è il calciatore e, proprio come è accettato a livello culturale un errore a porta vuota di un attaccante, occorrerebbe entrare nell’ottica che anche quello arbitrale è un errore che può capitare, altrimenti – conclude – continueremo a vivere il calcio in un clima negativo, che spesso sfocia in atteggiamenti di violenza inaccettabili».

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