“Boncuri” apre ma solo per 15 persone. Tra i problemi i servizi ancora inefficienti e i controlli sanitari.

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Nardò – Stanotte nella foresteria per lavoratori migranti di Masseria Boncuri dormiranno solo 15 persone. È questo l’epilogo di una giornata di incertezze, che ha visto soltanto nel tardo pomeriggio lo sbloccarsi (molto parziale) dell’impasse sull’apertura della struttura.

Nella foresteria non sono ancora pronti gli impianti per l’acqua potabile, i servizi igienici non sono agibili e soltanto 15 container degli ottanta presenti all’interno hanno subito il trattamento di sanificazione: potendo ospitare (per ora) soltanto una persona per prefabbricato. Sono perciò solo 15 coloro che stanotte usufruiranno, per lo meno, di un tetto sotto il quale dormire, a fronte di circa novanta lavoratori che invece continueranno ad occupare le campagne. Per stanotte sicuramente, o per lo meno fino alla risoluzione dei problemi organizzativi del campo.

L’annuncio della Croce rossa

Lo ha comunicato verso le 19,30 la Croce rossa direttamente ai braccianti presenti intorno alla masseria, che per tutto il pomeriggio sono rimasti in attesa di avere notizie sulla possibilità di avere accesso agli alloggi, con i cancelli della foresteria rimasti sbarrati dalle prime ore del pomeriggio, dopo le operazioni di questa mattinata finalizzate a concludere l’allestimento del villaggio.

Una decina di operatori dell’ente, che gestirà la struttura fino a settembre, hanno distribuito acqua e mascherine ai presenti: c’era anche il presidente del Comitato di Lecce Antonio Zecca, che ha spiegato di aver ricevuto un sollecito direttamente dalla Prefettura per rendere comunque il campo operativo già oggi pomeriggio.

Il problema protocollo anti Covid

Non sarà possibile, inoltre, applicare il protocollo anti-covid previsto dai tavoli tecnici dei mesi scorsi, almeno per ora: nei prossimi giorni partiranno anche le operazioni di pre-triage con i test sierologici, ma per i pochi che riusciranno ad avere accesso già stasera sono previsti solo il rilevamento della temperatura e la compilazione di un modulo sulla propria situazione.

Ma la provvisorietà dell’operazione rischia di provocare nuovi problemi, vista la pressione delle decine di braccianti a cui ancora per alcuni giorni non sarà garantita l’assistenza.

I requisiti per avere accesso

Resta anche il dubbio sull’accreditamento di chi avrà accesso: buona parte di coloro che attendevano l’apertura sono già impiegati sui campi di raccolta ma non possiedono comunque un contratto di lavoro, e spesso non sono ancora iscritti ai Centri per l’impiego, condizioni che secondo quanto pianificato dalla Prefettura darebbero accesso ai servizi.

(nella foto braccianti in attesa di informazioni)