Bollette in arretrato e rischio distacco dell’acqua nelle case popolari: Abaterusso scrive a Emiliano

"Si può arrivare anche a 280 euro mensili, per famiglie che pagano 50 euro al mese di affitto"

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Ernesto Abaterusso

Gallipoli – Rischio distacco dell’acqua per i residenti delle case popolari: il problema, che si trascina ormai da decenni, torna alla ribalta in questi giorni e riguarda numerosi Comuni della provincia di Lecce, fra cui in particolare Gallipoli, Casarano e Ugento. L’Acquedotto pugliese (Aqp), infatti, sta inviando preavvisi di distacco e sospensione delle forniture idriche principalmente nelle palazzine di proprietà di Arca Sud Salento. Motivo del provvedimento è il ritardo nei pagamenti delle bollette, dovuto in gran parte a debiti che si sono accumulati negli anni e a cui le famiglie non riescono a far fronte.

Sulla questione è intervenuto Ernesto Abaterusso, presidente del Gruppo consiliare LeU/I Progressisti in Regione, che ha scritto una lettera al presidente Emiliano, chiedendo di verificare la situazione e mettere in atto i provvedimenti necessari. Il problema, spiega Abaterusso nella lettera, non nasce oggi: “Trattasi di somme debitorie ormai pluridecennali, per le quali, nonostante numerosi incontri e tavoli in Prefettura a Lecce si deve trovare ancora una chiara soluzione ed una contestuale drastica risoluzione del problema. Parliamo di cifre che superano i 30.000 euro di debito, per le quali spesso si è provveduto con acconti e piani di dilazione che, vista l’onerosità e viste le precarie condizioni socio-economiche di molti assegnatari di alloggi popolari a Lecce ed in Provincia, sono spesso saltati e non onorati”.

Angelo Minenna

Le bollette lievitano, raggiungendo cifre difficili da coprire per chi vive negli alloggi popolari. “Si può arrivare anche a 280 euro mensili, per famiglie che pagano 50 euro al mese di affitto”, afferma Angelo Minenna, del gruppo “Ugento nel cuore”, che ha portato l’attenzione sulla situazione ugentina. Queste cifre dipendono dal fatto che – si legge sempre nella lettera di Abaterusso – “alle somme pregresse reclamate da Aqp, si vanno trimestralmente a sommare le somme per i consumi correnti, molte delle quali fatturate in eccedenza: ciò comporta, vista l’assenza di contatori singoli per ogni appartamento, che un metro cubo d’acqua spesso non costi 0,76 centesimi a litro, bensì vada a toccare cifre per queste famiglie di oltre 1,60 euro a litro per metro cubo. Una situazione incresciosa per famiglie monoreddito, o che vivono di piccole pensioni e lavori saltuari. I piani di rateizzo poi, dilazionati spesso in 48 rate mensili, qualora non onorati, per essere riattivati necessitano di un acconto pari al 50% del debito complessivo, più il contestuale ed immediato pagamento delle ultime fatture dell’anno in corso”.

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Il diritto all’acqua e le soluzioni prospettate. Abaterusso chiede che l’Acquedotto sospenda gli avvisi di distacco e che sia riformulato il piano di rateizzo degli arretrati, secondo condizioni economicamente più vantaggiose per le famiglie. Il presidente di LeU/I Progressisti, inoltre, ritiene necessario definire i meccanismi del decreto – già approvato nel 2016 ma ancora privo di una delibera attuativa – che sancisce anche per i morosi il diritto a un’erogazione di almeno 50 litri d’acqua giornalieri.

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