Blues, fusion e rock: ecco “Feeling Unreal”, primo nato da solista dopo 30 anni da chitarrista e tecnico. Con un tocco di Pink

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Alezio – Ne ha visti e fatti nascere tanti e adesso è toccato a lui lanciare il suo primo disco da solista  nel suo studio di registrazione “Giallo Recording Studio”. “Mi sono potuto finalmente esprimere completamente, sia come Chitarrista che come arrangiatore e tecnico del suono”, è il commento finale di Gianluigi Giorgino, di Alezio, con scuole musicali targate Firenze (Accademia musicale “Lizard”) e Los Angeles (Musicians Institute, con diploma finale). Ed ecco “Feeling Unreal” (Sentirsi irreali).

Lo hanno accompagnato in questo lavoro Giulio Rocca (Nardò), batterista professionista e con collaborazioni importanti quali quelle con Alex Britti e Al Bano. “E’ stato determinante per il sound del mio disco grazie al suo drumming tecnico e potente”, dice Giorgino. Federico Pecoraro (Taurisano), musicista versatile e virtuoso ha prestato il suo strumento alla realizzazione di sei tra i brani presenti nell’album; l’altro bassista partecipante è Fabio Capone (Nardò), storico componente dei “Bambini Latini” e con una  trentennale esperienza. Luciano Selvaggio (Alezio) il pianista e amico di una vita di Giorgino; ha registrato le sue tastiere su due dei brani presenti nell’album.

Il Mastering è stato curato da Pietro Caramelli, ingegnere del suono e titolare dell’ “Energy Mastering” di Milano. Di lui dice Giorgino: “Eccellente professionista, molto apprezzato dai grandi nomi della musica italiana”.

Di questo mio disco ho seguito ogni fase della produzione con estrema cura e dedizione, dall’arrangiamento al mastering. Nei primi cinque brani – racconta il neoautore – ho cercato di sviluppare un concept personale,  lavorando molto su un sound etereo e dalle atmosfere surreali, le stesse che hanno, poi, ispirato il nome dell’album”.

Tanti “colori” diversi “Sono brani che si propongono con una struttura musicale alternativa a quella solitamente standard, una struttura plurale, sempre diversa e mai ripetitiva, che prospetterà all’ascoltatore un’imprevedibile evoluzione sonora. Gli ultimi quattro brani, invece – prosegue il chitarrista  – hanno colori diversi rispetto ai primi e più facilmente collocabili nei generi: blues, fusion e rock strumentale”.

Le sensazioni, ad un primo ascolto non lasciano dubbi sulle qualità del lavoro e rimandano, in qualche passaggio ed atmosfera, ai Pink Floyd  ed al più contemporaneo Steven Siro Vai, più voto come Steve Vai, americano di origini italiane. L’album lo si può acquistare su iTunes e i principali digital store della rete. Il cd (che comprende anche due bonus track), invece, lo si acquista sullo store del mio sito www.gianluigigiorgino.com .

Consiglio l’ascolto in cuffia di tutti i pezzi del mio album per meglio apprezzarne la tridimensionalità del suono”, raccomanda l’artista tuttofare che ha mosso i primi passi come tecnico nel Planet Music Studio di Superano. Dal suo studio sono passati Michele Cortese (Gallipoli), Toromeccanica (Alezio), Riccardo De Giorgi (Lecce-Morciano di Leuca), Malgarbo, Davide Tarantino.

Tra le numerosissime collaborazioni musicali si segnalano quelle con Luigi Bruno (Galatone), Camden Trio (Ugento-Racale), Marco Tuma (Nardò), i Noon, La13. Troppo lungo l’elenco delle band di cui ha fatto parte come chitarrista, dal ’92 (Icarus Dream) all’ultima con “Majestic Masters”, dal 2017. Prima di diventare un “papà” maturo, a 45 anni.