Blitz antimafia all’alba: 22 arresti in provincia per droga, estorsioni e armi da Carmiano a Porto Cesareo

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Lecce – Scacco alla malavita locale con gli arresti eseguiti questa mattina dai carabinieri nei confronti di 22 esponenti vicini al clan Tornese di Monteroni. Le accuse sono quelle di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso.

Le indagini partite a fine 2017

Le indagini dell’operazione “Armonica” hanno documentato l’attività del sodalizio mafioso facente capo a Fernando Nocera (63enne di Cerignola residente a Carmiano, già in carcere) prevalentemente nei comuni di Carmiano, Veglie, Novoli, Leverano e Porto Cesareo. Tra il novembre 2017 e il luglio 2018 emerge il ruolo di vertice rivestito da Nocera in seno all’organizzazione mafiosa della sacra corona unita riconducibile al clan Tornese, nell’ambito del quale è riconosciuto referente per il territorio di Carmiano e dei comuni limitrofi, facendo luce sull’inserimento nel sodalizio di nuove leve emergenti, quali i giovani fratelli Davide e Matteo Conversano, incensurati con ruoli di rilievo a stretto contatto con Nocera. Nel gruppo anche due di Porto Cesareo, il 30enne Matteo Conversano ed il 44enne Fabio Spagnolo.

Gli arrestati

Oltre a loro due e a Nocera gli altri arrestati sono Andrea Arnesano (39 anni), Francesco Bruno (48), Andrea Visconti (27), Davide Conversano (28), Massimo Coppola (46), Alessio De Mitri (30), Daniele Esposito (37), Marcello Fella (59), Stefano Garofalo (32), Andrea Luggeri (30), Diego Pellè (36) tutti residenti a Carmiano, Gabriele Tarantino (40) e Giuliana Cuna (45) di Monteroni di Lecce, Gabriele Pellè (42) e Stefano Ciurlia (50) di Lecce, Pietro Spalluto (41) di Torchiarolo, Graziano Tondi (22) di Magliano, Liva Comelli (62) di Udine, Leandro Nico Martena (33) di Novoli.

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L’operazione della Direzione distrettuale antimafia

L’operazione della Direzione distrettuale antimafia è stata condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Lecce, con il supporto del 6° Elinucleo di Bari e del Nucleo cinofili di Modugno. Dalle varie intercettazioni è emerso come il gruppo criminale fosse impegnato non solo nel traffico di droga ma anche nell’approvvigionamento di armi (anche automatiche), munizioni e materiale esplodente, nonchè nella “spiccata propensione alla realizzazione di attentati incendiari e dinamitardi per finalità estorsive e intimidatorie, finanche per meri dissidi personali”.

Il “triangolo” con Gallipoli

Saulle Politi

“Fonte primaria” dei guadagni illeciti da parte del gruppo è risultata l’attività di traffico e spaccio di stupefacenti, nell’ambito sono emersi i rapporti il gruppo capeggiato da Saulle Politi operante su Monteroni di Lecce, già colpito da provvedimenti cautelari in occasione dell’operazione “Labirinto” del luglio dell’anno scorso che portò alla luce gli “affari” criminali sull’asse Gallipoli – Monteroni con il coinvolgimento di noti imprendi

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