Bilancio vecchio e bilancio nuovo? Non veritieri e da bocciare: “Gallipoli Futura” rifà i conti del Comune del 2019 e per il 2020

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Gallipoli – Nessun fondo per ammortamento e manutenzione del patrimonio comunale stimato in 70 milioni di euro; tanti invece i residui attivi e passivi, alcuni risalenti persino al 2005. E poi debiti fuori bilancio per circa 200mila euro da pagare in base a sentenze nel corso del ’19 e 350mila euro spesi senza preventivi impegni di spesa; inattendibilità e mancanza di trasparenza: questi ed altri elementi hanno portato il gruppo di Gallipoli Futura, a votare contro il bilancio annuale e quello triennale del Comune ed a tutte le altre voci riferite ai due atti fondamentali approvati oggi dal Consiglio in teleconferenza.

I consiglieri di opposizione Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi hanno “salvato”, astenendosi, solo le misure di sostegno alle attività commerciali e lo slittamento al prossimo anno della tassa di soggiorno con relativo aumento ed estensione del periodo di applicazione. S’incentra infatti su tutti gli argomenti all’ordine del giorno di carattere finanziario e programmatico le 17 pagine di relazione consegnate peraltro al segretario comunale da Fasano e Cataldi.

“Esaminando il rendiconto 2019 la prima cosa che salta agli occhi è l’enormità del residui attivi e passivi che questo Comune trascina anno dopo anno – si legge nella nota dei due consiglieri – senza mai riuscire a raggiungere uno degli obiettivi della riforma contabile del 2015, con l’obiettivo della quasi riduzione a zero dei residui e l’attribuzione contabile delle spese e delle entrate all’anno di competenza”. La nota rimarca l’esistenza di residui attivi risalenti al 2008 e passivi datati 2005 e critica i revisori dei conti che hanno verbalizzato che “non esistono gravi irregolarità contabili o gravi anomalie gestionali”.

Il gruppo consiliare esprime poi “seri dubbi sulla legittimità e opportunità di inserire la voce “parchimetri” tra i servizi a domanda individuale”, ipotesi possibile ma solo nel caso il servizio sia gestito dal Comune in prima persona. Stesse perplessità di fondo sull’inventario dei beni comunali senza i relativi importi. Insomma un resoconto di entrate e uscite nel 2019 “tutto da bocciare perché non rispecchia assolutamente la situazione patrimoniale dell’Ente e presenta un avanzo di amministrazione stratosferico ma che nella realtà dei fatti non esiste” secondo Fasano e il suo gruppo. Stesse critiche anche sul bilancio triennale 2020-2012 tali da far concludere che “questa sia un’altra palese dimostrazione di quanto superficiale e distratta sia l’azione di questa Amministrazione”.

Scontro più politico infine sul versante dei beni comunali da vendere. La ex Caserma dei carabinieri potrebbe essere acquisita dalla Provincia e creare con l’adiacente ex Nautico un Polo scolastico unico. Ribadito comunque il “no” alla vendita del Villaggio del fanciullo “nonostante vi sia una situazione di precarietà dell’edilizia scolastica in città”. In più, a complicare l’ennesimo tentativo di cessione per 2 milioni 700mila euro, vi sarebbe una richiesta di riconoscimento di “maturata usucapione” del bene da parte di un nucleo familiare che vi abita senza titolo da più di 20 anni (particolare rivelato da Fasano). Parere negativo anche sulla vendita di abitazioni in via Scalelle, che sarebbe meglio destinare al fabbisogno abitativo di famiglie in difficoltà.

Circa il piano triennale delle opere pubbliche Gallipoli Futura sostiene che “si fa riferimento ad entrate molto incerte e comunque ottenute per cessione di beni comunali”. Conclusione: bilancio di previsione non veritiero e, anche questo come quello dell’anno passato,  da “restaurare”.

(nella foto una iniziativa di Gallipoli Futura)