«B&b emersi dal “nero”: un effetto indotto dal Patto per la sicurezza»

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GALLIPOLI. Bed&breakfast aumentati di 32 unità, case vacanza di 17 e di 16 gli affittacamere. E tutto in appena sette mesi, i primi dell’anno in corso. Un boom, evidentemente, peraltro in una città che non nasce certo oggi al turismo (il trend di crescita data ormai quasi dieci anni) e che quindi ha già strutture consistenti e diversificate nei vari settori d’accoglienza. Come mai allora questa ulteriore crescita di offerta ricettiva scatta in particolare nei mesi di maggio-giugno-luglio, secondo i dati ufficiali del Comune? È probabile che ci sia, nei numeri prima citati, una aliquota di ritardi fisiologici dei titolari di esercizi soggetti alla comunicazione annuale di prosecuzione dell’attività. E gli altri? «Il Patto per la sicurezza, al di là degli obiettivi prospettati o raggiunti, è sicuramente un percorso fondamentale per l’economia legale e contro l’abusivo o lo sconosciuto», risponde convinto Giuseppe Coppola (foto), presidente della sezione Turismo di Confindustria di Lecce, uno dei principali protagonisti nella battaglia per interventi incisivi su di un tessuto troppo sommerso e fuorilegge. «Lo spauracchio dei controlli ha funzionato, sono soddisfatto: sicuramente parte di quelli che hanno presentato istanza di inizio attività c’erano già ma è importante che abbiano capito che c’è spazio per tutti ma con regole certe. Adesso il percorso iniziato, che avrà riscontri sulla tassa di soggiorno, deve continuare – prosegue Coppola – ma ora occore iniziare, lo ripeto, un altro cammino: bisogna organizzare accoglienza all’altezza: è la qualità la migliore  promozione». «Mi rallegro per questo primo scatto di emancipazione della coscienza collettiva dopo anni bui di abusivismo sfrenato. Un dato: fino al 2013 su Booking.com (una accreditata agenzia di prenotazioni on line, ndr) uscivano 78 strutture di Gallipoli come “hotels” ma c’era tutto il resto; oggi sono 410, da quando cioè Booking.com non richiede più la “scia d’esercizio” (che testimoniava un’attività ufficiale, ndr)», dice Angelo Ria (foto), presidente degli imprenditori del turismo di Gallipoli, il quale amonisce: «Ma il fenomeno del nero è regionale e Gallipoli viene dopo Ugento e Vieste».

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