Barbarano del Capo, povero ma ricco di tradizione il presepe vivente nel centro storico

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Barbarano del Capo (Morciano di Leuca) – Il presepe vivente di Barbarano, giunto alla sua seconda edizione, ha aperto le porte ai tantissimi visitatori che già nel primo pomeriggio del 26 dicembre si sono recati nel borgo antico per farsi censire “simbolicamente” alle porte di Betlemme. Le prossime aperture sono programmate per il 30 dicembre e il 6 gennaio, dalle ore 17,30 alle 21.

Il percorso si sviluppa tra le antiche abitazioni del centro storico, riscaldate dai focolari accesi e animate dall’intera comunità barbaranese, che in questi mesi ha lavorato compatta per poi stringersi intorno all’umile mangiatoia di Gesù. Determinante è stato l’impulso dato dal giovane parroco della parrocchia di San Lorenzo Martire, don Biagio Orlando, che in pochissimo tempo ha saputo coinvolgere persone e associazioni locali nella realizzazione dell’evento.

Viaggio nel tempo. L‘entusiasmo che anima la piccola comunità sembra essere contagioso. La meraviglia di scene semplici ed essenziali conduce i visitatori lontano nel tempo, in una dimensione segnata dalla povertà e resa ricca dal calore umano. Passeggiando per le strade di Barbarano, arti e mestieri si intrecciano in una vera e propria mostra dell’antichità salentina. I personaggi che abitato Betlemme sono quelli della tradizione popolare: il falegname, il fabbro, il calzolaio, il carradore, il “conzalimmi” lo speziale, le massaie, le ricamatrici, i tintori di lana e tanti altri. Per l’occasione sono stati recuperati antichi pezzi di storia, come il telaio, il forno di comunità e le stalle. Una povertà estrema e affascinante che svanisce al cospetto della maestosa Torre Capece, simbolo del potere temporale, dimora di Erode e delle sue odalische.

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Un presepe povero. La Natività è stata invece collocata ai piedi della Torre medievale, in un frantoio ipogeo che ricorda l’umile e fredda grotta di Gesù. Si tratta di un ambiente volutamente l’ambiente povero, cui si accede attraverso ripide scale, e giunti all’ultimo gradino tornano in mente le parole del Vangelo: “Per loro non c’era posto nell’albergo”.

Il presepe artistico nella chiesa di San Lorenzo

La musica delle zampogne risuona nelle viuzze del borgo, mentre i visitatori si aggirano curiosi, gustando pittule e vin brulè.

Un presepe nel presepe – Oltre a quello vivente, la chiesa di San Lorenzo Martire ospita quest’anno un presepe artistico grande quasi 10 metri quadri, con personaggi realizzati a mano in terracotta da alcuni artisti della comunità barbaranese.

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