Attività di ristoro all’aperto nel Centro storico oltre il 20 novembre: la richiesta degli operatori bocciata dai residenti ed è nuovo braccio di ferro a Gallipoli

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Gallipoli – Mantenere le strutture all’aperto al servizio di attività di ristoro oltre il termine fissato del 20 novembre, nel centro storico? C’è chi lo chiede con una lettera ufficiale all’Amministrazione comunale (l’associazione commercianti e imprenditori) e c’è chi dice no, con un’altra missiva indirizzata al Comune ed anche alla Soprintendenza di Lecce.

Alla luce del nuovo Decreto del presidente del Consiglio die ministri del 18 ottobre 2020 – si legge in una nota dell’associazione presieduta da Matteo Spada – che prevede la chiusura delle attività di ristorazione alle ore 24 ed il divieto assoluto dopo le ore 18 di somministrazioni in piedi o al bancone consentendo solamente il consumo ai tavoli, si chiede all’Amministrazione comunale di Gallipoli che vengano prorogate le scadenze per quanto riguarda l’occupazione del suolo pubblico nel Centro storico oltre il 20 novembre”.

L’iniziativa dopo il Dpcm del 18 scorso

L’accoglimento dell’istanza a firma di Matteo Spada consentirebbe “alla categoria di servire adeguatamente i turisti presenti ancora oggi sul territorio”. L’associazione commercianti e imprenditori chiede inoltre “di accelerare sulla possibilità di installare dei gazebi che possano garantire ai clienti il consumo in sicurezza, rimanendo comunque all’esterno del locale”.

Aggiunge il presidente Spada: “La limitazione introdotta stride fortemente con gli sforzi della categoria imprenditoriale e dell’Amministrazione comunale per destagionalizzare l’offerta turistica, andando contro anche ai cittadini residenti che lamentano un Centro storico deserto durante i periodi invernali. E destagionalizzare è un obiettivo primario della nostra comunità e della nostra economia, anche in un periodo difficile e complicato come quello che stiamo attraversando”.

“Solo disagi e rischi per il paesaggio”

La prima reazione viene proprio dall’associazione menzionata da Spada, l’Associazione abitanti e amici del Centro storico, guidata da Roberto Piro. “Esprimiamo la ferma contrarietà a deroghe non previste da alcun provvedimento legislativo, e che finirebbero per prolungare ulteriormente i disagi per i residenti ed il deturpamento del paesaggio”, scrive Piro a Sindaco, assessore al Centro storico e comandante della Polizia locale.

“Alla Soprintendenza – si legge ancora – si chiede la massima vigilanza affinché l’installazione di manufatti all’aperto e in zone di particolare pregio paesaggistico, non renda irreversibile un processo di dequalificazione ambientale già in atto. A tale proposito, al Comandante della Polizia locale, che legge per conoscenza, con riserva di accesso agli atti, si chiede di disporre, a fine periodo di occupazione del suolo pubblico, una puntuale verifica dello stato dei luoghi e gli eventuali conseguenti provvedimenti di richiesta di ripristino”.

I discussi precedenti

Il sodalizio della “isola” ricorda, a sostegno della propria tesi, che “la revisione contenuta nella deliberazione del Consiglio comunale del 30 aprile 2019 di realizzazione sulla cinta muraria del Centro storico di Gallipoli di gazebo con caratteristiche di dehors chiusi, con strutture rigide e coperte, non ha mai ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza, né poteva ottenerlo per chiare disposizioni legislative che non vengono meno nel periodo emergenziale”.

Per Piro e i suoi “dietro tutto questo vi è una errata impostazione che tende a privilegiare gli aspetti puramente economici a scapito di quelli della vita sociale dei cittadini che abitano quel territorio”.