“Attivare il depuratore di Porto Cesareo”: il consigliere regionale Gabellone chiede un tavolo permanente per sciogliere i nodi

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Il depuratore ultmato e ancora chiuso di Porto Cesareo

Porto Cesareo – Tiene banco la questione del depuratore di Porto Cesareo ultimato da circa un anno ma ancora inattivo a causa del nodo dello smaltimento dei reflui fognari depurati e collegati all’impianto di Nardò che scarica a mare.

“Una situazione molto complessa – ha dichiarato il consigliere regionale Antonio Gabellone (FdI, di Tuglie) –  alcune procedure incagliate, in fase di stallo per il contenzioso che si è aperto tra Regione Puglia e Ministero dell’Ambiente rispetto alle distanze da tenere dal mare, e alla richiesta di deroga allo scarico fatta dalla Regione al Ministero dell’Ambiente con situazione di criticità e cronoprogramma non rispettato”.

“Evitare lo scontro tra Municipi”

Antonio Gabellone

“Bisogna comunque evitare – ha precisato il consigliere a margine dei lavori della quinta Commissione consiliare sui Lavori pubblici – che ci siano conflittualità tra le diverse municipalità, e fare in modo che gli investimenti possano concludersi e si possano attivare quei servizi che ora più che mai sono indispensabili”.

“Immaginare che una località marina come Porto Cesareo – ha evidenziato il consigliere Gabellone – che nel periodo estivo ospita fino a 200mila abitanti, non abbia un sistema di depurazione e di affinamento delle acque è un’assurdità. Intanto ritengo sia necessario avere dall’Acquedotto e dalla Regione il quadro puntuale di tutte le progettazioni esistenti, dello stato di avanzamento dei lavori in itinere e degli eventuali collaudi degli stessi”.

La proposta di Gabellone

Infine una proposta operativa. Gabellone ha quindi chiesto al governo regionale,  “l’istituzione di un tavolo permanente, la cui sede può essere la stessa Commissione Lavori pubblici, per monitorare e seguire puntualmente la prosecuzione dei diversi iter perché la politica possa accelerare i tempi e arrivare quanto prima alla risoluzione dell’annoso problema”.

Hanno sollecitato un intervento risolutivo della Regione, anche facendo ricorso ad una autorizzazione provvisoria allo scarico, nei giorni scorsi Paolo Pagliaro (Movimento Regione Salento), e Cristian Casili (M5S, di Nardò).