Gallipoli – Deprivazione materiale grave: si chiama così, nei documenti ufficiali che ne dispongono il contrasto, la povertà. La Puglia, in questa triste graduatoria, è al secondo posto con il 26,9%, ben oltre il doppio della media nazionale ferma all’11,5. Peggio sta solo la Sicilia col suo 27,3.

Altrettanto elevato è anche il rischio di povertà: 47,8 in Puglia, 55,4 in Sicilia, capolista anche qui. Per fronteggiare questa onda montante è intervenuto il Governo in carica nel 2017 (presidente Gentiloni), con un decreto legislativo numero 147. Con esso le Regioni del Sud venivano chiamate a predisporre i piani di contrasto alla povertà, da affiancare ai piani sociali di zona  degli Ambiti territoriali.

La Puglia ha approvato il proprio intervento di rafforzamento del sistema dei servizi valido per il triennio 2018-20 il 4 settembre 2018. Da lì in poi toccava agli Ambiti territoriali (ex distretti sociosanitari) entrare nel merito, toccare con mano i bisogni materiali di base e predisporre interventi i più rapidi possibile, nonostante 23 milioni e mezzo a disposizione.

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Pur pressati da crescenti domande di aiuto, non pare abbiano brillato in celerità gli Ambiti della provincia di Lecce. E’ quanto emerge da un quadro aggiornato a questi giorni. Ad aver elaborato ed approvato il piano anti povertà nel Sud Salento risulta essere l’Ambito di Gallipoli, mentre al traguardo sono attesi Casarano, Gagliano del Capo, Poggiardo ed altri.

La ripartizione dei fondi prevede 387.685 euro destinati all’Ambito di Casarano, 424.774 a Gagliano del Capo, 402.105 a Gallipoli, 264.106 a Maglie, 540.355 a Nardò (dove il piano povertà è stato approvato due settimane fa), 218.626 a Poggiardo (passo più recente l’assemblea con le associazioni) per il Sud Salento; a Campi 507.322, a Martano 236.855; a Galatina 333.872; a Lecce un milione 51mila euro.

Va detto che il percorso per giungere all’ok finale e cominciare ad usare le somme a disposizione non è facile, tra Consigli comunali, assemblee d’Ambito, incontri con le associazioni del territorio.

Pure la gestione prevede articolazioni necessarie ma laboriose: cabina di regia (i responsabili degli uffici di Piano), accordi di reciproco riconoscimento, il coordinamento istituzionale, il tavolo contro gli sprechi alimentari e farmaceutici, rete regionale per l’inclusione sociale (comprendendo anche strumenti come Rei e Red); rapporti con Inps e Poste; collaborazione con l’Arpal, l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, in via di definizione.

“Per quanto i Comuni possano conoscere la propria realtà – dice Antonella Cazzato (foto), Spi Cgil e tra i sindacalisti maggiormente impegnati in questi passaggi – la possibilità di fare rete passa attraverso i soggetti locali del terzo settore anche per rendere più efficace il pronto intervento (casa, pasti, pacchi alimentari ecc.)”.

Di pari passo deve procedere il rafforzamento dei professionisti del servizio sociale (di recente l’Ambito di Nardò ha proceduto all’assunzione di tre assistenti sociali, idem a Gallipoli) e l’attivazione dell’équipe multidisciplinare, i punti di accesso, oltre al consolidamento e integrazione dei sistemi informativi: l’informazione, la promozione e la diffusione di queste misure in situazioni di emergenza diventano in questo quadro essenziali.

Sembra capillare il piano regionale: arriva a prevedere, se occorre, anche la gestione deile spese e dei bilanci familiari, il tutoraggio individuale, la dispersione scolastica, tirocini “finalizzati all’autonomia delle persone”. Avvertono a questo proposito i sindacalisti del settore: Stiamo sollecitando al massimo tirocini presso imprese private, magari passando da un accordo con Confindustria: a che serve farli fare presso Enti pubblici che poi, finito il periodo, non li possono comunque assumere?”.

La prossima tappa Entro giugno 2019 gli Ambiti territoriali sono chiamati a relazione sul 2018 e programmare la fase successiva: in molti temono però che, di questo passo, un altro ritardo verrà ad aggiungersi a quelli fatti registrare finora. Come se le esigenze personali, stringenti, drammatiche spesso, potessero aspettare i tempi delle carte.

(sopra il Comune di Gallipoli)

 

 

 

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