“Associazione Partigiani da chiudere al più presto”: il post di Mellone provoca reazioni. Anche da parte di Emilano

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Nardò – Ha provocato anche la reazione (indiretta) dell’amico Michele Emiliano, la dura esternazione del sindaco di Nardò Giuseppe Mellone contro l’Associazione nazionale partigiani.

«L’Anpi Lecce dev’essere chiusa al più presto, perché rappresenta un pericolo per la democrazia»: parole di fuoco, quelle scritte ieri sera da Mellone in un post su Facebook, nella giornata dedicata al ricordo delle Foibe. Il sindaco neretino ha replicato in questa maniera all’Anpi di Lecce che nei giorni scorsi aveva definito “presunta vittima delle foibe” la medaglia d’oro Norma Cossetto (la giovane universitaria istriana uccisa nel 1943 nei pressi della foiba di Villa Surani).

Il post di Mellone

Sulla scia del senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno “per far avviare le procedure per sciogliere la delegazione di Lecce dell’Anpi”, anche Mellone invoca lo scioglimento: «Chi, ancora oggi, rifiuta di riconoscere le dimensioni di questa tragedia e reclama l’oblio per Norma Cossetto e tante altre vittime dei comunisti titini deve solo vergognarsi. Mi riferisco, in particolare, all’anonima Anpi Lecce, una sigla dietro la quale si nascondono uomini e donne fuori dal tempo e dalla civiltà».

«L’Anpi – si legge nell’intervento di Emiliano (che non cita direttamente Mellone) pubblicato stamattina sul sito della Regione – si è guadagnata il diritto all’esistenza perenne col sangue dei partigiani di tutti gli orientamenti politici. L’espressione da parte di chiunque e quindi anche di Anpi Lecce di una opinione libera (e quindi come tale anche opinabile), non può avere mai come conseguenza la negazione della libertà di opinione. Non si chiude la sede e non si spegne la voce di chi non si condivide, ma solo di coloro che ricostituiscono il partito fascista e usano la violenza come metodo di lotta politica. La guerra civile è finita da 75 anni ed ha vinto la democrazia contro la dittatura».

Le reazioni politiche

Cristian Casili

Dello stesso tenore anche l’intervento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili: «Nessuno può permettersi di chiedere la chiusura di un presidio di democrazia come l’Anpi di Lecce. Tanto meno può farlo il sindaco di un importante Comune. Spero che il sindaco Mellone chieda scusa per il rispetto dei principi di democrazia e libertà di pensiero garantiti dalla Costituzione».

Sempre dalla Regione, interviene il presidente del gruppo “Italia in Comune” Paolo Pellegrino: «Le parole social del sindaco di Nardò Mellone sono molto gravi. Soprattutto se dette da un giovane amministratore, che dovrebbe avere il buon senso di non veicolare simili e inutili messaggi su un revisionismo storico fuori luogo e illogico. Specie se così pubblicamente tramite un post Facebook».

Ernesto Abaterusso

Ernesto Abaterusso (Articolo Uno Puglia) esprime “solidarietà e vicinanza” ad Anpi. «Le parole di Mellone – afferma il consigliere di Patù – sono raccapriccianti e disonorevoli perché offendono la storia del nostro Paese e la memoria di quanti hanno lottato per la nostra libertà. La Puglia e il Salento non meritano questi affronti e siamo certi che sapranno rispondere con forza a chi, nostalgico di un passato da cancellare, pensa oggi di poter rappresentare le istituzioni democratiche».