Assembramenti e misure anti-contagio non rispettate: sanzioni per tre locali della movida

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Nardò – Assembramenti, misure anti-contagio e autorizzazioni non rispettate: gli agenti del Commissariato di Nardò sono intervenuti per sanzionare tre locali simbolo della movida salentina, sul versante ionico, mentre sull’Adriatico, il Tar ha riaperto il “Maestrale” di Otranto dove, nel giorno dell’inaugurazione, sempre la Polizia aveva riscontrato assembramenti record (i giudici amministrativi hanno accolto l’istanza degli avvocati della società proprietaria rinviando la decisione nel merito l’8 settembre).

Per quanto riguarda i nuovi sequestri, invece, a Torre Uluzzo (Nardò) gli agenti hanno chiuso per cinque giorni il “Ficodindia” (locale già più volte “sospeso” in passato e dove lo scorso anno vennero arrestati cinque spacciatori) dove, tra l’interno e l’esterno, sono state contate circa mille persone. «In particolare – si legge in una nota della Questura – la banchina stradale e parte della carreggiata nei pressi del locale erano occupate dalla presenza di numerose persone che vi stazionavano e sul muretto in pietra di recinzione del locale, dell’altezza di circa 80 cm., sostavano persone di cui alcune in piedi intente a ballare ed alcune sedute».

Polizia al Ficodindia

L’accesso al locale è risultato, inoltre, privo delle indicazioni di entrata e di uscita e privo del necessario servizio adibito al contingentamento degli avventori. Problemi anche con la diffusione sonora visto che il volume percepito durante il sopralluogo era talmente alto e rimbombante da rendere difficoltosa la comunicazione tra gli stessi agenti mentre la licenza prevede, invece, solo “piccoli trattenimenti o spettacoli senza ballo, complementari all’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e con un numero di partecipanti non superiori a 100”.

Dal rapporto della Polizia si evince pure come dietro al bancone adibito alla somministrazione di bevande vi fossero tre uomini, “tutti privi di protezione individuale (mascherina) contro il Covid-19” così come tutti gli avventori presenti all’interno del locale, intenti a ballare.

Gli agenti hanno eseguito dei rilievi fotografici su tutta l’area interessata all’assembramento contestando la violazione delle norme relative alle misure per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, “permettendo l’assembramento di massa di tutti gli avventori intervenuti presso il predetto locale”. La chiusura provvisoria dell’attività  è stata disposta per cinque giorni a decorrere da giovedì 6 agosto, giorno dell’intervento degli agenti.

A Santa Caterina altre sanzioni per il “Mayapan” ed il “Malegria” dove nel corso del controllo è stata  constatata la presenza di circa 150 avventori nell’area esterna mentre moltissime altre persone, “senza soluzione di continuità”, erano in attesa di entrare all’interno dove i tavolini posti nell’area delimitata non sono risultati alla prevista distanza anti-Covid.