Aspettando Nicolaus i superveloci rosso fuoco

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fse-treni-nuoviNon è di poco conto una rete di binari lunga  474 Km che percorre tutta la Puglia, prima per estensione in Italia.  Nata nel 1931, fu ammodernata per la prima volta  nel Dopoguerra con la  legge del 1952, la n. 1221, che prevedeva l’intervento dello Stato per risanare le reti ferroviarie in concessione all’industria privata.

Allora fu eliminata la trazione a vapore e fu immesso  nuovo materiale rotabile. Alla fine degli anni Sessanta il parco rotabili si rivelò insufficiente  e fu programmato il secondo piano di ammodernamento sia di mezzi ferroviari che di impianti.

Nel 1987 ci fu il raddoppio del binario della tratta Bari Sud Est-Bari Mungivacca, il resto della rete è rimasto, invece, a binario unico. Successivamente hanno avuto inizio i lavori di sostituzione delle vecchie traversine in legno, con quelle biblocco in cemento. Attualmente restano ancora pochi tratti da sostituire sulla direttrice Maglie-Gagliano.

Anche le stazioni hanno subito una vigorosa opera di ristrutturazione anche se in futuro per la maggior parte saranno impresidiate.

Novità per l’emissione dei biglietti: dappertutto sono state  progressivamente installate le emettitrici elettroniche ma sono rimaste integre per pochissimo tempo perché    i soliti vandali le hanno già messe quasi tutte fuori uso.

La rivoluzione  arriva a luglio del 2008 con la comparsa sulle rotaie dell’Atr 220 di fabbricazione polacca, il rosso Nicolaus, spinto da motori Man diesel e composto da tre carrozze, con 157 posti a sedere (di cui due per disabili), 150 posti in piedi con la possibilità di ospitare anche sei  biciclette.

Sedili comodi, silenzio, aria condizionata: un altro mondo se paragonato alle littorine che comunque suscitano l’interesse e la curiosità dei turisti stranieri. Fra qualche tempo, terminati i lavori di ammodernamento dei binari le vecchie automotrici Breda, che risalgono al 1959, dovrebbero essere un ricordo anche qui (lo sono da un pezzo nel resto della Puglia). Magari in un museo a testimonianza dei vecchi, cari, ma tanto lenti treni delle gloriose Ferrovie del Sud Est.